- Accesso stradale
- Ok
Una gita un po’ faticosa, ma molto remunerativa dal punto di vista paesaggistico.
Siamo partiti seguendo la descrizione della gita per la Punta del Vallone del Lupo. Non volendo farci mancare nulla, tuttavia, l’intenzione era di aggiungere anche il Mait e la Testa di Malacosta. Così siamo partiti seguendo il marcatissimo sentiero U26 fino al bivio a quota 2400. Come già detto da altri, il bivio non è visibilissimo: è marcato da un ometto sulla sinistra, nei pressi di alcuni ruderi, in una zona dove il sentiero u26 è abbastanza pianeggiante. Il sentiero prosegue per un breve tratto circa parallelo all’U26, fino ad un altro ometto che indica una svolta a sinistra, iniziando a salire con più decisione (proseguendo dritto al secondo ometto si arriva solo al torrente).
Da lì il sentiero che porta al colle di Malacosta si segue abbastanza bene, nonostante a tratti sia un po’ meno marcato e bisogna un po’ cercare gli ometti. A quota 2700 abbiamo guadato il torrente per prendere la deviazione per il Mait. Qui la traccia è molto più aleatoria, ma con l’aiuto della carta di OpenTopoMap si arriva in cima senza problemi. Dalla cima abbiamo cercato un possibile percorso alternativo per raggiungere il sentiero che porta al colle senza perdere troppa quota, ma la rocciosa cresta sud della Testa di Malacosta rende questo percorso decisamente non conveniente… così siamo tornati sui nostri passi, fino a tornare sul sentiero principale per il colle a quota 2700.
Arrivati al colle, abbiamo raggiunto subito la Testa di Malacosta, per poi tornare al colle e portarci nel vallone sul versante francese per raggiungere la Punta del Vallone del Lupo. Abbiamo camminato tenendoci per lo più alla base del pendio detritico, sempre sui detriti, ma abbastanza in piano. Qui ci sono alcuni nevai che noi abbiamo scelto di aggirare (più che altro per non bagnarci le scarpe). Alcuni ometti danno un’idea del percorso, ma anche qui la mappa è stata molto d’aiuto per identificare il pendio detritico dal quale di deve salire. Si sale dritto per dritto sul ripidissimo pendio detritico, per poi uscire a sud della cima (destra salendo). Pochi passi e si raggiunge l’ometto di vetta. Il pendio comunque è intuibile da sotto, in quanto si tratta della porzione più ampia priva di costole rocciose. Nel dubbio, mappe e tracce GPS aiutano.
Per la sola Punta del Vallone del Lupo bisogna calcolare poco meno di 1500 metri di dislivello, comprensivi delle perdite di quota finali. Tuttavia, già che si è al colle di Malacosta, non raggiungere la vicinissima e facilissima testa di Malacosta, a mio avviso la più panoramica della giornata, sarebbe un vero peccato (aggiungendo solo 120 metri di dislivello). Quanto alla deviazione per il Mait… consigliato ai cacciatori di cime 🙂
Oggi pochissimi escursionisti sul sentiero U26, poi solo marmotte e un nutrito branco di stambecchi sotto il colle di Malacosta. Fioriture eccezionali nel vallone.