- Accesso stradale
- costo parcheggio 3 Euro
Parafrasando una celebre battuta del film Full Metal Jacket, “giro lungo lungo”. Va considerato che, nel tratto che va da poco dopo la bocchetta del Croso fino a quando si raggiunge la diga, ci si muove costantemente fuori sentiero, per lunghi tratti anche su terreno disagevole (anche se mai difficile). La bastionata rocciosa viene aggirata sulla destra risalendo un canalino parzialmente innevato che porta ad una pietraia formata da enormi massi accatastati, senza la benchè minima traccia di passaggio. A questo punto, io ho puntato a sinistra mirando al ripiano che è posto sopra la bastionata, dove ho trovato gli unici ometti che mi hanno guidato verso l’evidente bocchetta a sinistra della cresta (in pratica ho traversato alla base del salto finale della montagna). Da qui la cresta inizialmente si presenta di erba e roccette, poi nel tratto finale compaiono gli immancabili massi accatastati: nell’ultimissimo pezzo la pendenza aumenta e bisogna utilizzare le mani, però le difficoltà rimangono escursionistiche (inoltre l’esposizione è praticamente assente). Tempo di salita 4h 30′, per l’intero giro 9 h (soste incluse, per circa 30′ complessivi). Magnifico il colpo d’occhio dalla cima sui laghi della Piana d’Avino, oltre che sulla maestosa parete del Leone. Incontrato le prime persone solo nei pressi dell’Alpe Veglia, dopo più di 8 ore. Giornata con meteo spettacolare e temperature finalmente accettabili.