Valgrande da Malesco a Colloro, traversata per la Colma di Premosello

Valgrande da Malesco a Colloro, traversata per la Colma di Premosello
La gita
ciriaco
4 20/09/2015
Accesso stradale
Lasciata un'auto poco sopra Colloro, dove c'è il segnale di divieto per veicoli non autorizzati e giunti, con una second

Se non fosse per l’ambaradam delle 2 auto, si potrebbe tranquillamente fare in una sola giornata. Certo, in quel caso si perderebbe il piacere di dormire nelle baite ristrutturate In La Piana, abbastanza accoglienti (ma ricordarsi di portare qualche candela per la sera!). L’alternativa sarebbe, allungando di parecchio i tempi, lasciare l’auto a Fondoligabbi e all’arrivo, scendere sino a Premosello, prendere un treno locale per Domodossola, da lì il trenino della Val Vigezzo sino a Malesco, risalire tutta la val Loana a piedi per recuperare l’auto.
La traversata è in gran parte nel bosco, molto fitto, con poca luce, tanto che ad un certo punto si desidera emergere. Con il bel tempo il sentiero è ben visibile, anche se i segni sono vecchi, spesso sbiaditi, e la segnaletica verticale in legno marcita e divelta. Si capisce però che con nebbia si possa facilmente perdersi. Utile quindi il GPS.
Per gli appassionati botanici, grande varietà di funghi (che non si possono raccogliere).
Dalla colma di Premosello, dopo la tirata tutta d’un fiato per arrivarci, splendido panorama sul Rosa.

Traversata già fatta altre volte in passato. Questa volta siamo in due, io e Daniele. La stagione è forse ancora troppo precoce: mancano i colori autunnali e soprattutto il pomeriggio è molto caldo e umido. Sabato, al nostro arrivo, Scaredi allagata per le piogge del giorno precedente. Arrivati agevolmente In La Piana prima del breve diluvio pomeridiano (non previsto dal meteo). Incrociato sul percorso un gruppone di più di 20 persone più alcuni escursionisti isolati, ma in La piana c’è abbastanza posto per tutti. Domenica tempo bellissimo. Piacevole il tratto di fondovalle nel bosco, anche se fa piacere ad un certo punto ritrovare la luce e e affrontare nel sole la salita alla Colma, dalla quale la vista ripaga ampiamente della fatica. Poi la lunga discesa spaccaginocchia, prima su sentiero, poi su asfalto sino all’auto.

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