- Accesso stradale
- Nulla da segnalare.
Noi siamo saliti da case Brancot mentre in discesa abbiamo percorso l’itinerario in descrizione.
Da case Brancot si sale su facile sentiero fino al Pian Frigerola dove si trovano gli alpeggi che si superano sulla destra su sentiero che prosegue sostanzialmente in piano fino al rifugio Peretti Griva (1810 m) di proprietà del CAI di Lanzo.
A questo punto sotto il rifugio si individua un sentiero segnato da radi segnavia molto sbiaditi, almeno in una prima fase, segnalato come 411 – Alta Via Canavesana. Si passa nei pressi di alcuni ruderi per poi arrivare ad un cartello nei pressi di una sorgente che avvisa che qui nasce il torrente Malone. Da qui in avanti inizia un lunghissimo traverso ascendente che aggirerà tutto il versante sud-est della Cima dell’Angiolino e poi il versante sud dell’Uja. Si giunge in breve all’Alpe Angiolino 1812 m, dove occorre prestare attenzione a non farsi attrarre da tracce che proseguono in piano o in lieve discesa: il sentiero prosegue decisamente a monte delle baite, con alcune serpentine, prima di riprendere il mezza costa. Si superano alcuni canalini (potrebbero presentare neve a inizio stagione), e si continua seguendo i segnavia che in alcuni tratti quasi completamente erbosi vanno un po’ ricercati. Prima di incrociare il sentiero proveniente dal Colle della Croce d’Intror abbiamo deciso, visto il sentiero ormai quasi scomparso, di risalire in cresta incontrando il sentiero con nuovi segnavia del Trail del Monte Soglio, superando il Bric Volpat, e quindi dopo una discesa si raggiunge il bivio con il sentiero 411 poco prima dell’Alpe dell’Uja. Qui si abbandona l’Alta Via Canavesana a favore di un sentiero sulla sinistra che passa sotto una baita, anche qui ci sono alcuni segnavia bianco-rossi un po’ sbiaditi che consentono comunque di salire il versante sud dell’Uja con una certa facilità. A 50 m dalla cima le tracce si perdono, si continua sulla destra puntando al crinale erboso sovrastante, e da qui in pochi minuti si arriva al castelletto roccioso sommitale, con una piccola insegna indicante la cima.
Oggi visibilità incredibile con vista fino al Bernina ed alle cime dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Dopo breve sosta in cima con la fortuna di poter ascoltare l’ululato dei lupi riprendiamo il cammino percorrendo in discesa il canalone sulla destra del crestone sud. Anche la discesa si è rilevata alquanto complicata in quanto si scende praticamente prima su tracce tra l’erba alta e rocce e poi seguendo le tracce delle mucche che nel periodo estivo sono ospitate nell’alpeggio alla base del crestone. Anche nella parte bassa il sentiero rimane difficilmente individuabile e si arriva a naso praticamente alle case Cutin. Da lì tramite la strada che attraversa il torrente Malone si giunge alle Case Picat e poi alla macchina.
Con Luca. Gita di esplorazione e ravanage che alla fine si è dimostrata molto più impegnativa e lunga rispetto alla gitarella tranquilla che ci eravamo prefissati ad inizio giornata. Ma la vera avventura è anche questa…