- Accesso stradale
- Val serenaia, parcheggiato al rifugio Donegani
Partenza dal parcheggio del Rifugio Donegani: si prende a salire lungo il sentiero CAI 37, poi il 191, fino alla Foce del Giovetto. Qui si scende per il sentiero attrezzato M. Piotti fino ad una serie di alberi, dove si traversa a destra. C’è da attraversare un canale — probabilmente si può iniziare a girare verso destra più in alto rispetto a dove siamo passati noi, sarebbe più veloce.
Si arriva alla base del “Diedro Sud”, che si nota molto bene dal basso. L’attacco della via è su una placca che si sposta verso sinistra, con un canale erboso nel mezzo. Possibilità di proteggersi con friend; a destra ci sono due spit di un’altra via.
Tutte le soste della via sono a spit, tranne quella del terzo tiro, su tre chiodi da allestire.
Descrizione dei tiri:
1) Il primo tiro, come detto, è una placca che si sposta piano piano verso sinistra. Noi abbiamo inserito dei friend nella prima parte, sfruttando la fessura/diedro centrale. A metà della placca sono presenti due chiodi. Finita la placca si entra in una fessura, dove c’è da passare uno strapiombino di massi incastrati, protetto con un friend grande. Superato lo strapiombino, si sfrutta un grosso masso incastrato per risalire a destra della fessura, dove si trova la prima sosta su due spit uniti da cordone, appoggiata su un grosso masso.
2) Il secondo tiro parte con un aggiramento di un masso sulla destra. Dopodiché c’è da fare un saltino tra due rocce per poi trovare due chiodi sulla sinistra del masso aggirato. Da qui bisogna camminare con i piedi in spalmo su un grosso masso, sfruttando la sua bellissima lama (non proteggibile). A metà del masso è presente un chiodo. Finito il masso, si sale sulla parte superiore: consiglio di inserire un friend nella fessura per sicurezza (è presente un chiodo ma troppo in alto; c’è una maniglia nascosta a sinistra per fare il passo). Fatto questo, utilizzare le lame continue a sinistra per salire e proteggersi con friend. Sono presenti un cordino ad una pianta e un chiodo. Sosta poco più in alto su comoda cengia a tre spit + una piastrina ciottolante da evitare.
3) Il terzo tiro: bisogna entrare nella fessura/camino a sinistra (presente un chiodo alla base). Qui si sale dritti. È difficile da proteggere: ci sono circa 5 metri nel camino con però una bellissima presa sulla destra, prima del passo più difficile. Finito il camino, è presente un chiodo sulla destra. Si continua dritti fino ad uno strapiombino molto ammanigliato con due chiodi. Dopo lo strapiombino, risalire il diedro soprastante (grado V, molto bello); presenti tre chiodi fino a raggiungere la sosta su tre chiodi.
4) Il quarto tiro: bisogna risalire dritti sulla placca sopra la sosta, aiutandosi inizialmente con la lama di destra fino al chiodo. Poi spostarsi tutti sullo spigolo della placca (è presente un chiodo nascosto lato precipizio) e proseguire fino in cima al masso. Dopo un risalto e una vecchia sosta da evitare, proseguire per arrampicata facile lungo la placca a sinistra della parete fino alla sosta su due spit.
Nota: la sosta era prima su due spit, ma uno è vecchio e marcio. Sono stati inseriti due nuovi spit più in alto, ma in posizione più scomoda. Consiglio di allungare molto la sosta in modo da stare con i piedi sulla cengia sottostante.
5) Il quinto tiro è un diedro, con all’interno tre chiodi e uno spit. Da primo, viene spontaneo entrare nella fessura per proteggersi, ma in realtà, se si riesce a rimanere molto esterni, l’arrampicata è più facile (anche se fa più paura). Presente un cordone subito dopo il passaggio chiave di V+. La sosta è su due spit, su una roccia appena finito il diedro.
6) Il sesto tiro: ci si sposta inizialmente a destra (c’è una bella clessidra), poi si risale abbastanza dritti (presente un chiodo) fino ad una roccia, dove io sono passato a destra. Da valutare possibile passaggio a sinistra, perché la sosta (2 spit) è su una roccia posta tutta a sinistra.
Una volta terminata la via, salire dritti alla sosta fino a raggiungere una traccia di camminata. Se si segue verso sinistra, porta all’inizio della via “Tiziana”; se invece si segue verso destra, ti porta sulla via normale del Pizzo D’Uccello.
Noi, contenti della nostra prestazione, abbiamo deciso di salire in vetta passando dalla via normale.
Bellissima via, in puro stile alpino senza spit.
Un must secondo me in Apuane!