Via omogenea nelle difficoltà, chiodata il minimo (placche, soste, spit di via).
Granito molto bello con lavorazioni.
La parete nella parte alta riceve il sole nel pomeriggio.
Ad oggi risulta ancora non ripetuta!
Dieci anni dopo la realizzazione dei primi 4 tiri ad opera di Eugenio Pesci e Roberto Capucciati, il Cap con un guizzo ispiratore termina l’opera con l’aiuto di Erio Grillo! Quattro giorni di lavoro per i due, che prima di trovare il facile sentiero che in 1,30h porta alla parete, hanno attraversato ghiacciai e mondi sconosciuti (3,5h di avvicinamento). Comunque già il primo giorno subivano l’onta del soccorso alpino, chiamato dal rifugista alle 19.30, visto che la minestra era in tavola e si freddava. A tutti è sembrato un buon motivo.
I soccorritori, giunti fortunatamente al rifugio 5 minuti dopo i freddapasta, si sono fermati a bere con essi un bicchiere di vino. Quattro splendide giornate di sole goduto poco, perchè la parete è in ombra fino alle 16, ora in cui bisogna iniziare le doppie per arrivare puntuali alla scolatura dello spaghetto. Si possono affrontare draghi e belve feroci, ma mai un rifugista incazzato!!