Trelatete (Aiguille de) traversata dal Bivacco Rainetto al Rifugio Elisabetta

Trelatete (Aiguille de) traversata dal Bivacco Rainetto al Rifugio Elisabetta
La gita
ale-repetto
4 14/06/2026
Accesso stradale
Parcheggiato a La Visaille (45°47'28.2"N 6°54'27.2"E - 45.791019 N 6.907490 E).
Traccia GPX

Note generali
Lunga (quasi 20 km fino al rientro in macchina) e bella traversata in ambiente misto.
Solitamente presenti altre persone e cordate in buon numero fino al Petit Mont Blanc, numero minore fino alla Aiguille de Tre-la-Tete Orientale. Sconsigliato il Bivacco Rainetto nel fine settimana.
Dalla Cresta delle Aiguille in poi l’ambiente diventa salvaggio e solitario.
La “roccia sfasciumosa” rende la discesa dalle Aiguille delicata. Fare attenzione.
Necessario fornelletto per cena calda e sciogliere acqua, anche del giorno dopo.

Avvicinamento
Parcheggiato a La Visaille (45°47’28.2″N 6°54’27.2″E – 45.791019 N 6.907490 E). Primi km su asfaltata. Si comincia a salire su sentiero dal Rifugio Combal.
Salita abbastanza impegnativa 8.5 km con circa 1.500 d+ fino al bivacco Rainetto.

Descrizione dell’uscita
In questo momento della stagione (metà Giugno) la calotta nevosa sulla sommità del Monte Bianco è un lampione fino alle 22.30 della sera. Come previsto abbiamo dormito all’addiaccio perchè il bivacco era al completo. Con un buon sacco a pelo non si soffre il freddo (temperature poco sopra lo zero). Principalmente tre note negative: pietraia sotto il sacco a pelo, munirsi di buon materassino, vento forte che si è alzato da mezzanotte e mezza circa che permetteva solo un leggero sonno disturbato e levataccia alle 2.45 per partire alle 4.
Dal bivacco Rainetto si risale il pendio nevoso del Petit Mont Blanc e alla sella della parte rocciosa sommitale un ometto sulla sx indica l’accesso al ghiacciaio del Petit Mont Blanc. Si scende per poco meno di 100 metri in uno sfasciume con ometti e 2 corde fisse; la prima scende direttamente pochi metri sopra la terminale lungo un canalino, mentre la seconda scende più a destra, più verticale). A fine sfasciume si tocca il ghiacciaio del Petit Mont Blanche da risalire fino alla spalla della Trelatete. Si può scegliere se passare sotto gli evidenti crepacci a quota circa 3.500m oppure nella larga cresta sopra essi. Si inizia a risalire il pendio dell’Aiguille De Tre la Tete Orientale, inizialmente appoggiato ed in seguito, poco prima della parte sommitale, un centinaio di metri a 45°max. Trovata condizione ghiacciata in questo pezzo più ripido, utile muoversi sulle punte dei ramponi e magari due piccozze. [PD+ , condizioni variabili, exposé]. Il forte vento ha caratterizzato questa breve ma intensa risalita.
Giunti alla Tre la Tete Orientale (3.895m, dal Rainetto circa 4 h) si segue la cresta aerea nevosa con cornici a cui prestare attenzione e altre roccette mai sopra il II° e in meno di 30’ si giunge infine alla punta Centrale Sud Est delle Aiguille De Tre la Tete (3.917m). La cima è caratterizzata dai ruderi di una antenna radiofonica installata nei primi anni ‘80.
La discesa verso il colle della Trelatete (cresta sud-ovest e poi iniziare discesa da Aiguille De Tre la Tete Centrale Nord-West 3.908 m) avviene subito per rocce rotte e continua aggirando facilmente i risalti iniziali sfruttando ripide lingue di neve. In seguito con semplici aggiramenti sulla dx fino a portarsi sul nevaio che conduce all’ampia sella quotata a circa 3.650. (PD+ , rocce mobili)
Da qui è possibile continuare la cresta fino al colle Trelatete con aggiramenti a sx, oppure (più veloce ma con rischio di qualche scarica di pietre da sopra, strada scelta da noi) dal largo pendio nevoso che porta al bacino sup. del gh. di Lex Blanche a circa 3.400.
Lo si attraversa mantenendo la quota per portarsi alla barra che divide i due bacini glaciali. Da relazione della Buscaini dovrebbe esserci una “cravatta” di neve da prendere sempre intorno ai 3.400m che permette agevolmente il passaggio. In realtà arrivando dall’alto non è così semplice individuare il punto d’accesso migliore.
Ci sono alcune possibilità da valutare secondo le condizioni con l’incognita della crepacciata terminale del bacino inferiore del gh. di Lex Blanche.
Forse la soluzione migliore è quella scelta da noi (e da altri: trovati un paio di ometti e un cordino per calata sopra la crepacciata), cioè scendere da quota 3.400 circa, a seconda delle condizioni per neve (40° max in alcuni punti) o rocce rotte e sfasciume, puntando al punto del ghiacciaio più accessibile. Si perdono così circa 150-200m e si mette piede nuovamente sul ghiacciaio. Puntare all’innesto della cresta che arriva dal bivacco Hess con il ghiacciaio (a circa 3.100m, evidente) cercando di allargare verso la parete sud-est dell’Aig. del Glaciers costeggiandola per evitare la zona centrale molto crepacciata.
Lunga, faticosa e calda attraversata del ghiacciaio in leggera discesa fino alla cresta del Bivacco Hess (Col Des Échelletes 2.922 m)
Si segue la cresta tenendosi sempre a dx del filo (II° con passi esposti) e incontrando vari ometti si arriva finalmente all’incredibile bivacco Hess. Breve calata in doppia (8-10 m) trovata poco sopra il Bivacco. Da lì sentiero e lingue di neve meno ripide fino all’Elisabetta.

Attenzione a questa ultima parte in una cresta semplice a complice la stanchezza pericolosa.

Grazie ai compagni della Giovane Montagna della Sezione di Genova, in particolare ad Alberto e Francesco, grandi alpinisti e bravi maestri.

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