- Accesso stradale
- Stradine un po' strette in cui fare attenzione
Abbiamo parcheggiato alla Madonna dell’Assunta (ampio parcheggio) e attraversato il bel paesino di Costa abbiamo imboccato il sentiero 724 che in discesa porta ad un guado che si può attraversare anche su un ponticello in legno che è viscido se umido. Dopodichè si sale abbandonando lo sterrato. Salita ripida, in un punto poco dopo l’Alpe Rosaccia il sentiero è interrotto da un grosso faggio caduto : si può scavalcare o aggirare a valle. A tratti il sentiero è rovinato o ritracciato dalle moto….Purtroppo ieri era anche ampiamente rovinato dal passaggio di una mandria di vacche che inalpavano, il che ha reso molto faticosa la salita sin quasi all’oratorio di San Bernardo da Mentone (attenzione che sulle mappe Openstreetmap l’oratorio è nominato “di Doccio” in modo errato). Di qui sempre in un bel bosco il sentiero sale praticamente parallelo alla strada fino a giungere all’incrocio con il sentiero 715 che sale al Luvot. Gli ultimi 100 metri di dislivello sono piuttosto ripidi e si arriva al Monte Tovo, dove la vista è abbastanza ridotta. Da qui abbiamo proseguito sul sentiero 716, che poco dopo un po’ si perde far le felci, ma facendo attenzione si vedono alla propria sinistra sia le tracce di passaggio che il segnale bianco rosso, si scende decisamente e si arriva alla Cima Alagni, ben più panoramica che il Tovo. Qui sulla destra si riprende il sentiero (cercare le tracce nel bosco) e quando si arriva ad una zona disboscata non continuare sullo sterrato, ma prendere a destra (solo qualche traccia inizialmente) il sentiero che porta all’Oratorio di San Bernardo della Sella (sempre su Openstreetmap indicato erroneamente come “di Mentone”), tavolo, panche, fontana. Di qui si prende lo sterrato (sentiero 720) che poi diventa asfalto in salita che porta al rifugio Ca Mea (su uno spiazzo della strada era in corso un’esercitazione del Soccorso Alpino con elicottero). Prima del rifugio (con lavori in corso di abbellimento) interessante il monumento fatto da pietre che vengono da di verse montagne, ognuna con la targhetta del luogo in cui è stata presa. Dal rifugio si imbocca per un breve tratto la strada afaltata e poco dopo l’Alpe Stanvone a un tornante si prosegue dritti seguendo il sentiero 715 che si abbandona quando sulla sinistra si vede il cartello che indica Costa : da qui si scende dapprima sul sentiero che taglia la strada e poi infine sulla strada per poche centinaia di metri, si riattraversa Costa e si risale alla Madonna dell’Assunta. In totale circa 910 metri di dislivello e 12 km.
Giro molto interessante, peccato per le mucche che hanno devastato un bel tratto del sentiero di salita. Percorso in discesa sino al rifugio molto panoramico. Con Ermy, Anna e Penny. CAI Cameri