Tosa (Cima) Canalone della Tosa o Canalone Neri

Tosa (Cima) Canalone della Tosa o Canalone Neri
La gita
Ilclark
4 24/05/2026
Accesso stradale
Strada asfaltata fino a un parcheggio del rifugio, parcheggio sterrato

Abbiamo pernottato al bivacco invernale del rifugio Brentei e siamo partiti il giorno successivo alle 2:30 di notte. Muovendoci al buio, siamo scesi di circa un centinaio di metri, per poi tenere la destra e risalire verso sinistra fino all’attacco del canale.

All’inizio, sulla slavina, la neve era ghiacciata; fino a metà canale, invece, si sfondava parecchio. Successivamente il fondo è migliorato, diventando a tratti buono e portante. Arrivati a tre quarti del canale, abbiamo trovato una vera e propria cascata di ghiaccio di circa 5-6 metri.

Nota sulle condizioni: A causa delle temperature alte anche di notte, il ghiaccio era marcio, scendeva acqua e il canale scaricava sassi. Valutate molto bene le condizioni della via e, nel dubbio, tornate indietro lungo il canale prestando massima attenzione.

Con calma ci siamo protetti sotto la cascata, ci siamo legati e abbiamo fatto un tiro di corda. Le viti da ghiaccio non entravano bene in certi punti, quindi serve molta prudenza. Abbiamo attrezzato la sosta su neve subito sopra la cascata (alcuni dicono ci sia una sosta a sinistra dopo il salto, ma noi non l’abbiamo vista). Dopo esserci presi una bella doccia di acqua ghiacciata, abbiamo affrontato l’ultimo tratto: un pendio di neve ghiacciata a circa 50° che sembrava non finire mai. Siamo sbucati in cima alle 8:30.

Attenzione: se arrivate dopo le ore 10:00, la neve sul versante Sud della discesa diventa subito molto molle.

Discesa e Calate
Dalla cima (un panettone di neve) siamo scesi per la via normale verso Sud-Est, lungo un ampio pendio nevoso guidati dagli ometti. Dopo circa 200-300 metri di discesa si nota un terrazzino con una targhetta; poco più in basso, sulla destra, si trovano le soste nuove dotate di moschettone di calata.

In totale abbiamo effettuato 4 calate:
• Prime due calate: seguono i camini/diedri (circa 15 metri ciascuna).
• Terza e quarta calata: verticali fino ai terrazzini. L’ultima calata è la più lunga (massimo 25 metri). Noi ce l’abbiamo fatta tranquillamente con una corda da 50 metri.

Finite le doppie, abbiamo seguito il sentiero su neve verso sinistra, superato un piccolo canalino e traversato per aggirare la struttura in direzione della Bocca di Brenta (un bel giro ad anello). Superato il Rifugio Pedrotti, abbiamo affrontato l’ultimo canalino in salita e poi siamo scesi su una lingua di neve da cui si ricomincia a vedere il Rifugio Brentei. Da lì, un traverso in piano apparentemente infinito riporta finalmente al rifugio.

Considerazioni Tecniche e Materiale
Gita molto lunga e spettacolare in un ambiente lunare. Il canale è stupendo e lungo, ma mai troppo difficile fatta eccezione per il tratto della cascata (che non sempre si forma, ma la cui presenza è visibile già dal rifugio) consigliato avere due picozze tecniche.

• Difficoltà: Con la cascata formata la gradazione aumenta complessivamente: non è più un AD (Abbastanza Difficile), ma qualcosa in più.
• Consigli: Bisogna imbroccare la giornata con le condizioni giuste e partire molto presto, perché il canale scarica parecchio. Portate con voi alcune viti da ghiaccio e qualche friend per le soste (attenzione alla roccia marcia). In caso di nebbia, prestate massima attenzione in discesa per non perdere la linea delle calate, anche se sono presenti più soste.

Abbiamo lasciato 2 viti da ghiaccio sulla cascata. Se qualcuno dovesse trovarle e riuscisse a recuperarle, ci farebbe un enorme favore!

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