6.9Km
Proteggibilità: R2/R3, utilizzando friend.
Materiale: Nei tiri materiale presente quasi nullo, utilizzati alcuni chiodi (lasciati).
Necessarie due serie di friend fino al n°4BD.
Partendo dal paese di San Domenico (1420m), individuare una strada a lato del parco giochi, che sale verso l’Alpe Ciamporino (a destra, rispetto alla direzione di arrivo in auto). Seguire la strada, evitare una indicazione di sentiero per Alpe Ciamporino (possibile salire anche da qui, ma più scomodo e molto ripido), e continuare sulla strada, che diventa presto sterrata. Seguirla, evitando alcune svolte secondarie. La strada sale continua e abbastanza ripida, con molti tornanti, fino ad arrivare al piano dell’Alpe Ciamporino, dove arriva anche la nuova funivia (1935m).
Qui, passato un ponte, salire verso destra su sterrata, e poi andare a sinistra, per sentierino, in prossimità di un pilone della funivia. Si arriva nei pressi di una baita, e si traversa un piccolo torrente in corrispondenza di un ponticello in legno (ma percorso comunque non obbligato). La Torre del 50° è ben visibile, più in alto a sinistra. Salire puntando ad una traccia orizzontale che traversa un centinaio di metri sotto la Torre e permette di passare facilmente un canale dirupato che occorre superare. Arrivati sotto la direzione della torre, salire per pendio ripido di vegetazione bassa.
Quota alla base dello zoccolo della Torre circa 2077m.
Tempo: circa 2h.
Altra possibilità, più comoda, è quella di utilizzare la nuova funivia, arrivando direttamente all’Alpe Ciamporino. Verificare la data di apertura e chiusura degli impianti e se funzionanti al di fuori dei weekend. L’orario di servizio, a luglio 2025, è dalle 8,00 alle 17,00.
Dall’arrivo della funivia proseguire come al punto precedente.
Tempo: circa 30’.
Attacco: salire una cengia erbosa che, da destra a sinistra, porta alla sosta su fix + chiodo di partenza, alla base di un diedro in prossimità dello spigolo della parete. È presente una corda fissata su fix, per salire l’esposta cengia. La sosta di partenza è in comune con la sosta alla fine di L1 della via Penna Bianca.
È possibile anche attaccare sul lato sinistro della parete, sullo zoccolo, alla base di un grottino con 1 chiodo con cordone. Si tratta del I tiro della via Penna Bianca.
- L1 di Penna Bianca (evitabile salendo la cengia erbosa): salire sullo spigolino di sinistra dello zoccolo e continuare per muretti di roccia compatta (1 chiodo), fino ad arrivare ad una zona erbosa ripida. Salire fino ad arrivare ad una buona cengia, dove si trova la sosta su fix + chiodo (35m, IV, II);
- L1: salire nel diedro a sinistra della sosta, poi spostarsi su gradino a sinistra, evitando di continuare nel diedro (dove sale Penna Bianca). Salire un muretto con vegetazione, quindi su verso sinistra, alla base di una placconata, fino alla sosta su due fix (25m, V);
- L2: salire sopra la sosta, spostarsi a destra e salire quindi un muretto, puntando ad arrivare alla base di una evidente lama. Salire la bella lama rugosa, e poi la successiva fessura. Al suo termine, traversare poco a sinistra, salire un breve tratto compatto e tornare a destra, alla sosta su due fix, che si trova a destra della direttiva della fessura successiva (20m, V+);
- L3: salire la bellissima fessura. Quando si allarga e arriva ad una zona erbosa-strapiombante, traversare a sinistra e salire un tratto erboso verticale (chiodo alla base), per raggiungere una lama con fessura. Seguirla e in un tratto difficile stare alla sua destra, per poi tornare a sinistra. Si sale e dopo un tratto erboso si raggiunge un diedro (chiodo). Si sale per esso e si esce, prima del suo termine, a destra verso dei cespugli di ginepro (cordone). Qui si trova la sosta su due fix (30m, VI, passo VI+);
- L4: salire uno speroncino sopra la sosta. Poco dopo, sulla parete successiva, si trova un chiodo. Traversare a destra, per salire una placconata. Si raggiunge un vago diedro verticale a sinistra (poco più avanti si nota una paretina con 1 chiodo dalla via Penna Bianca). Salire il bellissimo diedro con passi di forza (1 chiodo). Seguendo i punti più logici, leggermente a destra, si sale fino alla piatta cima, sosta su albero (35m, VI, passi VI+).
Via dedicata a Elvio Boreatti, uno dei fondatori della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre del CAI, di cui è stato per molti anni Istruttore.
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