Tillac (Alpe) da Chabodey

Tillac (Alpe) da Chabodey
La gita
brunello-56
5 06/12/2015
Accesso stradale
A piedi a Chabodey dalla collina di La Salle

Nel vallone di Tillac il ponte, l’esodo, i sei milioni in viaggio sono altro pianeta: prevedere di incrociare l’ultima persona (che sarà in macchina) a Chabodey, poi solo solitudine e silenzio.
Oggi ho scelto come meta questo vallone per salire, visto lo scarso innevamento, ancora una volta al lago, prevedendo di trovare il sentiero ancora pulito, ed in effetti così è stato.
Disceso a piedi dalla collina di LaSalle, da Chabodey sono salito a Lazey sul sentiero n. 11, poi lungo la strada sterrata (indicazioni per agriturismo e Tillac) fino a Dailley (o Doillay come pirografato sulla targa). Proprio di fronte all’alpeggio parte, nel bosco sulla destra salendo, un sentiero che porta a Tillac; non è indicato e si fa fatica ad individuarlo, ma cercando lo si trova: risalire per pochi passi il pendio davanti all’alpeggio, si vedrà un solco diritto abbastanza marcato, un po’ invaso dai rami. All’inizio lo si può individuare da alcune tacche bianco-rosse sugli alberi (sinistra salendo) e sempre a sinistra da un tubo in plastica semiscoperto. Il sentiero sale ripido, poi la pendenza diminuisce e si sbocca sulla strada sterrata proprio presso l’alpeggio di Tillac. Dall’alpeggio ho seguito il sentiero che risale indicato da sporadici ometti lasciandosi il torrente a sinistra, poi lo attraversa e punta verso il lato destro orografico del vallone. La traccia c’è (esile, se lo si sa è meglio ..), supera un tratto un po’ impervio, risale costeggiando una rupe sulla sinistra ed arriva al lago.
Qui si entra nel freezer: inizia la neve, farinosa e gelata, soffia un po’ vento, torrente ghiacciato, non c’è un filo di sole. Sono risalito, ricercando le tracce innevate tra i rododendri, fino alla testata del vallone, sotto il Mont Vallettaz, poi ritorno, stavolta seguendo la strada sterrata dall’alpeggio fino a Lazey e poi di nuovo lungo il n. 11 a Chabodey.
Bella giornata, calda e soleggiata; purtroppo però, data l’esposizione, il sole non è mai arrivato sul percorso. Ma non importa, questo ha creato un’atmosfera davvero particolare e suggestiva: ombra e solitudine si integrano benissimo, cinque stelle dunque doverose.

Grazie alla moglie per il recupero a Chabodey e il coffe-break al Papagran a La Salle.
Naturalmente con Frank, sempre a suo agio nella tundra (beato lui …), ma poco entusiasta del percorso nella macchia tra i rododendri.

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