Tillac (Alpe) da Chabodey

Tillac (Alpe) da Chabodey
La gita
brunello-56
5 20/05/2012
Accesso stradale
A piedi dalla collina di La Salle

Con questo meteo diabolico sono ritornato due volte in due giorni nel Vallone di Tillac, la prima volta per arrivare solo fino a Lazey sotto uno scroscio che ha obbligato all’inevitabile dietro-front, la seconda volta il giorno dopo (il tempo era solo nuvoloso, praticamente un lusso) quando sono arrivato all’Alpeggio di Tillac – salendo da Dailley lungo un inesistente sentiero lungo il torrente – da dove ho poi proseguito con destinazione il lago. Dall’alpeggio ho preso il sentiero in direzione SW che entra in salita nel bosco, poi ho sempre seguito il percorso segnato dagli ometti, prima costeggiando il torrente sulla sponda sinistra, quindi attraversandolo ed infine risalendo lungo il suo lato destro. Questo percorso però non porta al lago, bensì verso la testata del vallone, dove – ormai già fuori dal bosco, a quota ca. 2100 m – vi sono i pascoli estivi, individuati dalla presenza di paletti e di fili di delimitazione. Il lago è invece addossato al fianco destro (opposto) del vallone, a quota 2020 m. Ed infatti, al ritorno, cercando bene ho trovato un bivio con un ramo di sentiero che puntava decisamente in quella direzione; l’ho seguito per un tratto ma poi, sia per il poco tempo ancora a disposizione che per la pioggia di nuovo battente e la presenza di neve, sono rientrato. Dovrebbe però portare al lago, secondo la cartina prima risalendo e poi aggirando una rupe.
Agli amanti della wilderness non si può fare a meno di consigliare questo vallone – decisamente fuori rotta escursionistica – con i suoi labili sentieri, i pochi ometti e la selvaggia testata. Oggi è ancora troppa la neve, ma più avanti non disprezzabile l’idea di salire alla Punta Vallettaz e poi al Col de la Crosatie per ricongiungersi sul sentiero dell’Alta Via 2.
Gita condizionata dal meteo, panorama quasi inesistente, ma nonostante ciò si merita tutte le stelle, sia per l’ambiente che per la solitudine: si sa che su questo percorso non c’è mai il tutto-esaurito, ma in questi due giorni c’eravamo proprio solo io e Frank sul sentiero.

Grazie al fido Frank per la compagnia, lui che si è sorbito per due giorni consecutivi la traversata della Valle – con discesa dalla collina di La Salle e risalita sul versante opposto – senza battere ciglio. E grazie alla moglie che il secondo giorno ci ha recuperati a Chabodey: un’ultima salita risparmiata.

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