- Accesso stradale
- In treno a Gambolò-Remondò
- Equipaggiamento
- MTB
Come detto l’Anello di Santa Sofia non è un percorso a lungo chilometraggio ed allora ho pensato di allungarlo con una variante ad-hoc: bici sul treno da Novara a Remondò, qui si inizia a pedalare alla volta di Gambolò lungo la SP81, quindi Stradella-Belcreda-Molino d’Isella-Cascina Portalupa per poi raggiungere la Cascina Torricella lungo il sentiero P09 del “Gran Giro della Sforzesca” fino al bivio (bacheca) dove si segue il sentiero VP che porta a Bereguardo. Attraversato il ponte di chiatte (bella sorpresa: sono state sostituite le vecchie tavole in legno sulla corsia pedonale) e poi imboccato a destra, dopo breve risalita sulla SP185, il sentiero che corre lungo il Ticino.
Tenere presente che il ponte presso l’autostrada non c’è più, per cui è d’obbligo un lungo detour per superare la lanca e riportarsi di nuovo sul fiume a valle dell’attraversamento. Seguendo ora il sentiero si supera un ponte in tavole e poi un guado, si arriva a Casottole (dove il sentiero corre alto sul ciglio, a picco sul fiume), quindi a Torre d’Isola, località Brughiere, per poi raggiungere S. Sofia dove inizia l’anello.
Ho percorso l’anello completo, come da itinerario. Qualche incertezza all’inizio, appena sceso a fondo valle, quando arrivati sulla sterrata, mancando le indicazioni, non si sa se andare a sinistra o a destra però la piantina col percorso è di valido aiuto.
Come detto è un bell’anello anche se la troppa wilderness toglie la possibilità di vedere il fiume e le sue anse, distinguendo con difficoltà il Canarazzo sulla sponda opposta.
Ritorno lungo la SP130 fino a superare l’autostrada presso la Cascina Moriano, poi discesa verso il Ticino e ritorno al ponte di chiatte lungo lo stesso sentiero dell’andata; dal ponte proseguito poi fino a Madonna della Bozzola.
Bella pedalata, 70 km totali, caldo implacabile specie sull’asfalto, posti sempre favolosi, 5* come minimo.
Un saluto a Giulio incontrato presso la chiesetta di S. Sofia con un ringraziamento per la piacevole conversazione, per i saggi consigli su ottiche e tecniche fotografiche ma anche sui luoghi del Parco ove prestare attenzione.
Un grazie alla moglie per il recupero ed il coffee-break alla Madonna della Bozzola.