The long run, parafrasando gli Eagles…ecco una buona definizione per questa bellissima gita. Era tempo che salissi la Tersiva, che vedo tutti i giorni dall’ufficio a Caselle, e così finalmente mi sono deciso a partire, in una giornata dal meteo eccezionale. Visibilità in ogni direzione, aria nitida, caldo il giusto.
Sono partito alle 7:58 da Gimillan, e ho dato il meglio di me stesso arrivando in vetta alle 11:37.
Il sentiero è ottimo, almeno fino al bivacco Muggia-Glarey, molto battuto e “liscio”, con poche pietre affioranti: così si può camminare facilmente e i tanti km scorrono relativamente veloci (13.2 km da Gimillan alla cima). Dal bivacco il terreno cambia: si passa su detriti e pietre, comunque il percorso è sempre evidente grazie ai numerosi ometti. Mi sono tenuto fuori dal ghiacciaio, salendo sui pendii alla destra idrografica del torrentello glaciale: ho calpestato la prima neve a circa 2940 metri, ma si tratta di nevai discontinui e in pratica si può salire su terra fin verso i 3100 metri. Poi vi è un nevaio più grande e “obbligatorio”, che ho risalito senza difficoltà: a 3220 metri ho però calzato i ramponi, perchè il pendio sotto al colle e un po’ più ripido e ho preferito risparmiarmi una eventuale scivolata. Dal colle alla vetta la cresta è quasi tutta pulita, eccetto che negli ultimi 40-50 metri dove vi è ancora un nevaio da attraversare (parzialmente evitabile).
In cima panorama sconfinato.
Discesa senza storia.
Chi ha allenamento a sufficienza può affrontare ora la salita la Tersiva in giornata e trarne grande soddisfazione: le condizioni sono ideali, e penso che tra un paio di settimane i ramponi saranno superflui.
Ho incontrato due escursionisti al colle, provenienti dal Vallone di Urtier; nessun altro dal Vallone di Grauson. La maggior parte delle persone preferisce bivaccare ai primi alpeggi del vallone…