- Accesso stradale
- regolare
Il canalone che porta al colle della Grande Raye (ultimi 100 metri prima del colle) è soggetto a frequenti scariche. L’itinerario più sicuro – a mio avviso – è tutto sulla sinistra (dx or.). Cresta facile, alcuni ometti a segnare il percorso. È corretto ogni tanto stare proprio sul filo e non cercare sempre il sentiero.
DISCESA: 1° calata (10m) dal fittone resinato di un tratto recentemente attrezzato – evidente oltre il colle della Tersiva, 2° calata (12m) da catena, 3° calata (15m) da spuntone. Il tratto di canale in cui ci si cala è pieno di roccia marcia anche di grandi dimensioni. Al termine delle calate siamo discesi costeggiando la parete (pietraie molto instabili senza alcuna traccia): percorso ad intuito, piuttosto difficoltoso. PICCOZZA E RAMPONI totalmente inutili: non esiste più alcun ghiacciaio e i pochi nevai sono evitabili e comunque semipianeggianti. Durante tutto l’avvicinamento al Borroz è comunque possibile vedere le condizioni del colletto di discesa e dei pendii sottostanti.
Bella giornata rubata al mal tempo. Come dice il mio amico Sergio: « Qui trop regarde la météo, passe sa vie au bistrot ». Nessuno al Borroz, nessuno sulla montagna. Temporale sulla via del rientro, ormai al sicuro: ha lasciato tutta la Tersiva imbiancata. Prima gita seria a 90 gg dalla rottura del crociato, per questo piuttosto impegnativa – soprattutto per la discesa.