- Accesso stradale
- Nessun problema.
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Bagnata
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve (m)
- 1900
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
45 minuti di spallaggio lungo la strada. A quota 2130 abbiamo risalito lo valletta alla nostra destra percorsa dal torrente ancora praticabile. Volendo si può proseguire di un centinaio di metri e abbandonare la strada più avanti per risalire il vallone ad una quota più alta ma si allunga il percorso. La cresta tra il Sibiolet e il Tempesta merita attenzione: abbiamo temuto distacchi della neve sul lato Vallone Sibiolet quindi ci siamo tolti gli sci per lunghi tratti utilizzando il sentiero estivo affiorato. Non siamo saliti al Tibert per non dover affrontare la discesa nel primo pomeriggio e trovare neve molla. Scendendo alle 13 siamo riusciti a fare belle curve su neve bagnata ma sciabilissima. Sul pianoro sottostante, in assenza di forti pendenze occorre racchettare e cercare di raggiungere la strada che scende al Santuario. Alcuni butta e gava e si arriva a qualche centinaio di metri dal rifugio dove sci in spalla si rientra.
Gita bellissima per la varietà dei paesaggi: valloni, pianori, creste pendii, c’è un po’ di tutto. Bellissimo anche il panorama. Ottima accoglienza e ottima cucina al rifugio Maraman. Salito con Ghiglio76. P.S. mai viste così tante valanghe, quasi una ventina.