Stella (Corno) – Diedro Rosso

Stella (Corno) – Diedro Rosso
La gita
gpp
17/08/2019

Bhe… nulla da dire, una via che è un “gran mazzo” dall’inizio alla fine.
Partiti dal bivacco alle 4 ci siamo trovati un Lorussa sotto il limite di guardia, con la sabbia al posto della neve e solo dopo 3 ore alla base della via (saliti con ramponi e bastoncini).
La base della via conserva ancora un dado di legno con cordino e anche un bastone a fare segnale.
Primi tiri fattibili ma con roccia non del tutto sicura e con le relazioni che vanno interpretate (a volte si va destra e non a sinistra come relazionato); Nei primi 4/5 tiri pochissimi chiodi sulla via e qualcosa alle soste ma meglio ribattere tutto e posizionare un friend per integrare al meglio.
Per la seconda parte….vai di libera con le “mutande piene” (per dirla come il nonno!) e in artificiale come e dove puoi. Il terzultimo tiro e quello prima ancora, più difficili del tiro del tetto famoso con i tamponi a vite (uno è caduto ma sostituito da una vite senza fine, in ferro che lavora sullo stesso principio del tampone). Molto utili i friend n.6 (noi ne avevamo due…mai tanto contento!!) e n.5 più una bella, quasi doppia, serie sino allo 0,2….certo un peso enorme da portare su…. ma è il prezzo da pagare se vuoi stare nel buono.
Nel tiro del tetto (penultimo) qualche buona anima ha allungato i cordoni, così che sia più facile prenderli (un poco come la giostra a catena e devi prendere il codino….sfugge sempre!!), ciò nonostante per recuperare tutta la ferraglia …devi fare pratica da contorsionista.
Anche l’ultimo tiro, dichiarato di 5+…. va sudato ( forse hanno rubato qualche appiglio ??….) ma la vista della spianata del Corno serve più di qualsiasi altro incentivo.
Negli ultimi 5 tiri adottata la pratica del recupero del bimbo (un vecchio e robusto zaino)…che così il primo arrampica senza questo ingombro e peso, va bene ma solo dopo averci preso la mano e modificato, in corso d’opera, il baricentro (e si il baricentro è tutto anche nel recupero del saccone e non solo su placca!)… Consiglio di sperimentare prima questa tecnica, non fosse altro che non siamo ” arrampicatori yankee” e magari ci manca un pochino la mano.
Comunque una bella avventura, cominciata alle 4 di mattina dal Bivacco Varrone (tenuto magnificamente bene; pulito, in ordine e con coperte e materassi a posto, acqua 10 minuti prima di arrivare, sul sentiero) e terminata alle 23,30 alle terme di Valdieri.
Grazie a Flavio per il sms del “tutto a posto?”, al passaggio di Pippo ad ora tarda e, soprattutto al socio di cordata Claudio Battezzati…che ha raccolto la proposta di fare questa via e ha risolto parecchi problemi con calma e sicurezza di chi “ne ha”,
Da consigliare? bhe dipende !! se si vuole arrampicare su magnifica roccia, con movimenti plastici e in armonia con il mondo, forse esiste di meglio, diversamente se si vuole vivere una bella storia a due passi da casa, arrampicare con il massimo della concentrazione e pensare a come hanno fatto a passare in libera in inverno gli ultimi francesi (oltre a una venerazione per gli altri francesi apritori!!!)…allora questa via può essere una bella proposta.

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