Segnaletica piuttosto carente, le numerose tracce di passaggio (zona piuttosto antropizzata) creano parecchia confusione anche tra gli stessi escursionisti locali.. La cartografia riporta solo parte dei sentieri e dà come esistenti alcuni che sono oramai spariti o di difficile individuazione. Se è vero che non siamo in mezzo al Massiccio del Bianco e che dunque l’ipotesi di finire alla lunga a vagare nel nulla sono piuttosto remote, mettere in conto che i tempi della gita potrebbero notevolmente dilatarsi. Zona comunque paesaggisticamente meritevole, caratterizzata dalla presenza di pareti e guglie rocciose che ricordano quelle del più famoso e non molto lontano Resegone. Peccato per la presenza dei famigerati roccoli (ne abbiamo contati almeno una dozzina).
In ottima compagnia del socio Andrea62, di Marco e Cristina di hikr (ritrovati dopo “solo” 12 anni e mezzo :-P), di Marco, di Daniele e del suo Border Collie di nome Macchia, che ha sopportato pazientemente il nostro girovagare un po’ a muzzo per i sentieri e che a un certo punto si è assunto il ruolo di capobranco, evitandoci una possibile nottata alla Blair Witch Project in salsa orobica.