- Accesso stradale
- Ok
Partito alle 630 da San Vito di Cadore. In bici fino alla fine della mulattiera dove parte la teleferica per il San Marco a 1700. Poi a piedi fini all’attacco senza problemi, il ghiaione è faticoso ma si recupera in discesa. La parte alpinistica richiede attenzione sia per la caduta sassi dall’alto sia per la roccia molto friabile e sporca associate alla esposizione. Le cenge sono lunghe e in molti punti esposte e friabili. Il passaggio di terzo fattibile con la corda fissa (una guida oggi mentre salivo ha tolto la corda fissa lunga bianca e ne ha lasciata una molto più breve che aiuta giusto a superare il sasso incastrato). Gli altri passaggi si arrampicata incluso quello di secondo secondo me sono molto meno problematici si alcuni parti di cengia. I bolli sono molto sbiaditi ma ci sono parecchi ometti. In cima con L’immancabile nuvola in sei ore (due dall’attacco). In discesa con molta prudenza sempre due ore. Doppia fatta al passaggio di terzo, la roccia li è liscia e scivolosa e ho preferito andare sul sicuro. Poi un passaggio a vedere il bivacco risalendo qualche metro e veloce al rifugio San Marco grazie al ghiaione che si fa in un baleno e all’ottimo sentiero. Poi veloce in bici. Sono in sei a questa bella cima ma la lunghezza e la qualità della roccia fanno selezione. Ambiente notevole.