- Accesso stradale
- Tutto regolare
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Quota neve m
- 2400
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Conscio del portage sovietico parto veloce alle 6 dal rifugio Levi Molinari (in realtà da poco prima avendo lasciato l’auto dove fino a un anno fa c’era un ponticello e in concomitanza della partenza del sentiero TMT var. 803TAM che porta al bivacco Blais)
Oltrepassato il solito nevaio prima della croce di legno detta “del finanziere” cammino ancora con le scarpette fino a quota 2250 dove calzo gli scarponi da Scialpinismo per far presa sulle lingue vieppiù sempre più continue.
Arrivato alla teleferica, zona lago delle monache, malgrado avessi potuto già metterli prima , calzo gli sci. Da qui in poi l’ambiente è finalmente candido e inizio a risalire la conca del defunto ghiacciaio del Galambra (storico ghiacciaio che serviva le ghiacciaie di porta palazzo a Torino).
Neve molla fino a 2800 metri poi pian piano sempre più consistente.
Dai 3000 m in su bellissima neve portante che già alle 9:30 inizia a mollare.
Arrivato in cima alle 9:50 alle 10 iniziò a scendere. Discesa su neve perfetta sopra, mediamente bella a metà e , malgrado la consistenza polentosa, sciabile, per lingue, fino a 2200m circa
Caffè al rifugio Levi e via a casa con il ricordo di una delle più belle sciate della stagione.
Si sa che in primavera si soffre a salire ma, se si azzecca l’ora, si gode a scendere….
Ambiente post-glaciale spettacolare