Sommeiller (Colle) da Bardonecchia

Sommeiller (Colle) da Bardonecchia
La gita
thegreendevil
5 30/08/2011
Equipaggiamento
Full-suspended

Finalmente ieri, dopo più di 2 mesi che programmavamo di partire per provare questa salita mitica, ce l’abbiamo fatta.
Ogni volta che programmavamo la partenza da Bergamo per andare a Bardonecchia venivamo bloccati dalle previsioni meteo e dovevamo rimandare. Ieri, viste le fantastiche previsioni per il giorno successivo abbiamo deciso: domani ferie e si parte.
Arriviamo a Bardonecchia verso le 8.30 e parcheggiamo subito dopo il sottopasso nel parcheggio del mercato.
La temperatura è di circa 11°C ma la giornata è stupenda con un bellissimo sole.
Fatta una leggera colazione e preparate le bici alle 9.20 siamo in sella e partiamo da una quota di 1276mt; Direzione Rochemolles.
I primi 6/7 km sono asfaltati e dopo circa 1km ci troviamo davanti un paio di tornanti che ci portano subito alla realtà: 100-200mt circa dove la pendenza sfiora il 14-15% (rilevata con contachilometri con pendenzimetro VDO e GPS Garmin).
Passato questo primo strappetto il resto della strada, circa 6km, passa abbastanza velocemente con pendenze tra il 6 e il 9%, fondo abbastanza buono (con un pò di buchi e crepe nell’asfalto che saranno pericolose durante la discesa) e quasi sempre ombreggiata (la temperatura era attorno ai 15-16°C).
Finisce l’asfalto e inizia una bella strada bianca molto larga e perfettamente ciclabile con pendenze sempre attorno al 7-9%. Sempre avvolti da un bel bosco di conifere si sale per altri 7km passando la diga con relativo bacino dell’ENEL (qui si prende un attimo di respiro per circa 1km). Abbastanza agevolmente si arriva al rifugio Scarfiotti (poco più di 2150mt)con relativi laghetti e cascate: fino a qui è stata una bella salita, 900mt di dislivello, un bel panorama ma niente di stratosferico….da qui in poi cambia tutto: di fronte a noi si vedono i numerosi tornanti che sovrastano il rifugio e il pianoro in cui si trova e che portano al Pian dei Morti. La strada fin qui bella liscia e in perfette condizioni peggiora sensibilmente; visto il tempo secco, il terreno era molto sabbioso e smosso con tanti sassi e ciottoli un pò ovunque. La ciclabilità è comunque buona ma bisogna fare attenzione.
Unica nota MOLTO NEGATIVA è stata la quantità di fuoristrada e moto che ci hanno sorpassato: sembrava non finisserò mai e già al rifugio le nostre biciclette e noi stessi eravano bianchi dalla polvere. Buona parte erano tedeschi e francesi anche se le persone del posto ci hanno messo del loro per cercare di pareggiare la conta.
La strada è rovinata appunto per il passaggio dei veicoli in quanto da qui in poi la pendenza cresce decisamente (9-13%) e nei tornanti strettissimi i fuoristrada sgommano come dei forsennati smuovendo e distruggendo la strada.
Torniamo a noi: dopo una brevissima pausa di pochi minuti per bere un pò di sali ripartiamo e attacchiamo i faticosi e polverosi (sempre grazie ai fuoristrada) tornanti che ci portano a vedere di fronte a noi un paesaggio stupendo: sembra di essere sulla luna, la vegetazione è limitata a pochi arbusti e il silenzio regna sovrano. Grazie alla bellissima giornata con un sole stupendo, nonostante l’altitudine (circa 2480mt) la temperatura sfiora i 24°C (portate una crema solare in quanto con il fresco venticello non si sente il sole e ci si brucia come è successo a me).
Un breve tratto di discesa (200mt) e, subito dopo, circa 1km di falsopiano in salita ci permettono di respirare un pò dopo la faticaccia. I miei 2 compagni molto più allenati di me mi hanno già dato almeno 15minuti e li vedo sugli altri tornanti che dovrò affrontare a breve. In quel momento sono al Pian dei Morti (come lo sono io) e inizia un’altra fantastica tranche di tornanti con la pendenza che, nonostante rimanga tra il 9% e l’11%, si fa sentire grazie al fondo con parecchi sassi che metteno a dura prova il mio equilibrio (considerando il fatto che la mia velocità di crocera non superava mai i 6km/h).
Fatto, passati anche questi, sono a quota 2760mt e davanti a me ho gli ultimi 3 durissimi tornanti che portanto alla meta. 200mt di falso piano, un attimo di pausa perchè la stanchezza si fa decisamente sentire e aggiungiamo il fatto che a quell’altitudine la mancanza di ossigeno non aiuta di certo.
Riparto e la mia velocità è talmente bassa che a fatica rimango dritto sulla bici(4.5km/h) ma con un pò di buona volontà e sputando tutte le ultime energie che tenevo nel cassetto per quest’impresa alla fine arrivo sulla cima del Col de Sommeiller alle ore 14 con un tempo totale di 4h40minuti: una soddisfazione uniche che vale la fatica e il sudore versato.
I miei amici mi aspettano rispettivamente da 40 e da 20 minuti.
In cima ci sono 2-3 moto e un paio di jeep, tutti gli altri che ci avevano sorpassato durante la salita sono anche già scesi (rendendoci più impolverati che mai).
Un silenzio incredibile e un vento pungente e una temperatura di circa 16°C. Il tempo è stupendo, soleggiato e nemmeno una nuvola in cielo.
Ci si cambia, si mette un bel giubbino pesante e si mangia qualcosa. La discesa che ci aspetta è lunga 26.6km e per nulla semplice: è facile andare veloci ma il fondo non permette errori quindi fate molta attenzione.
A metà strada mi devo fermare perchè una grossa Jeep di tedeschi si è incastrata in un tornante.
Sono arrivato all’auto sfinito, con dolori un pò dappertutto, le braccia sfinite per la lunga discesa su sterrato sconnesso ma con una enorme soddisfazione.
Tenete presente che serve un discreto allenamento per intraprendere questa impresa. Io stesso non lo ero abbastanza, avevo circa 2000-2500km nelle gambe a partire dall’inverno e, anche se sono riuscito ad arrivare in cima ho fatto parecchia fatica e se fossi stato solo probabilmente avrei rinunciato ai primi sintomi di crampi.
Beh che dire, buona pedalata a tutti

Un ringraziamento ai miei due compagni Marco e Fabio che, grazie al fatto che erano davanti a me, sono stati la mia forza mentale trainante.

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