- Accesso stradale
- Tut a post
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Polverosa pesante
- Quota neve m
- 1400
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Il sognatore canavesano, forte della nevicata dei giorni scorsi e ormai ufficialmente richiedente asilo politico nel vallone del Gran San Bernardo (dove la neve esiste davvero), partiva con aspettative alte. Altissime.
La scelta della gita è stata un piccolo trattato di scienze politiche applicate allo scialpinismo: venerdì sera dubbi, sabato mattina consultazioni, poi elezioni democratiche. Vince il Malatrà. Ma come spesso accade nelle democrazie moderne, il meteo non rispetta il voto popolare. Il cielo, più benevolo verso il vallone di Costa Serena, ha imposto un cambio di governo all’ultimo minuto. Destinazione: costa nord di Serena.
Scelta azzeccata. La neve, già dal sentiero di salita, si presenta fresca, abbondante e collaborativa. Si punta al colle nord di Serena, inizialmente accompagnati da un meteo quasi illusorio: cielo aperto, clima da “oggi va tutto liscio”. Illusione, appunto.
A un certo punto entra in scena il canalino. Non quello classico, no. Quello direttissimo, tracciato e progettato dall’architetto Dolly, mente creativa e padre di una linea zig-zag talmente stretta e arzigogolata da far sorgere una speranza condivisa: che i suoi progetti edilizi e la viabilità urbana siano più lineari di questa traccia.
Il canalino si rivela una ravanata d’alta scuola, di quelle che temprano il carattere e mettono alla prova le ginocchia.
In punta fa freddo. Non “freschino”, proprio freddo. Decisione saggia e condivisa: via giù rapidi.
La discesa è molto bella: neve davvero notevole, di quelle che fanno dimenticare la salita… quasi. Peccato per il sole, che decide di darsi malato, lasciando spazio a un elegante effetto white out. La sciata diventa quindi un esercizio di immaginazione: cunette, ondulazioni e dossi vanno più intuito che visti. Sci-alpinismo creativo.
Conclusione:
“Sono i sogni a far vivere l’uomo. Il destino è in buona parte nelle nostre mani, sempre che sappiamo chiaramente quello che vogliamo e siamo decisi ad ottenerlo.” Cit. Enzo Ferrari.
E il sognatore canavesano, quello sì, sapeva esattamente cosa voleva: neve vera. Il destino, questa volta, ha collaborato.
Menzioni speciali:
– Architetto Dolly: Per aver ideato una traccia che resterà negli annali: stretta, tortuosa, concettuale. Un capolavoro di architettura alpina post-moderna.
– Alice: Che a Baldissero definisce “un signore” il ragazzo caricato in auto. Peccato che il “ragazzo” abbia 45 anni. Il concetto di signore necessita evidentemente di una revisione semantica urgente.
-Nik: Dichiara ufficialmente di avere male a un ginocchio, si lamenta con costanza e convinzione… salvo poi dimenticarsene completamente alla prima vista di neve fresca. Risultato: prima alla macchina, con il ginocchio improvvisamente miracolato. La neve cura più di qualsiasi fisioterapista.