Sentiero Roma da Novate Mezzola a Chiesa in Valmalenco (6 gg)

Sentiero Roma da Novate Mezzola a Chiesa in Valmalenco (6 gg)
La gita
favell97
4 19/08/2025
Accesso stradale
Per quanto riguarda la logistica, ho preso il treno Milano-Morbegno e poi il pullman Morbegno-Val Masino (controllare gli orari perché sono poco frequenti). Per il rientro da Chiesa è possibile prendere il pullman che porta a Sondrio (circa uno ogni 2 ore) e poi il treno Sondrio-Milano.

Ho fatto il Sentiero Roma in 4gg partendo da Bagno di Masino (Val Masino) facendo le seguenti tappe:
• 1ª tappa: Bagni di Masino – Rifugio Omio (+915 mt, 4 km)
• 2ª tappa: Rifugio Omio – Rifugio Allievi/Bonacossa (+1300 mt, -1100 mt, 16 km)
• 3ª tappa: Rifugio Allievi/Bonacossa – Rifugio Ponti (+1200 mt, -1000 mt, 11 km)
• 4ª tappa; Rifugio Ponti – Chiesa in Valmalenco (+300 mt, -1800 mt, 15 km)

1ª tappa. Dai Bagno di Masino sono salito al Rifugio Omio in valle dell’Oro dove ho dormito la prima notte. Salita semplice in circa un paio di ore. Suggerisco tuttavia di dormire al Rifugio Gianetti per accorciare la tappa del giorno successivo (sentiero diretto da Bagno di Masino al rifugio oppure passando dal Rifugio Omio e poi per il passo del Barbacan SE).

2ª tappa. Dal Rifugio Omio si risale verso il passo del Barbacan SE. Il sentiero è in comune con il passo dell’Oro e poi si divide proseguendo verso destra. La salita si fa man mano più ripida senza essere mai troppo tecnica (alcune catene ma semplici). In circa 1h abbondante si arriva all’intaglio del passo. La discesa verso la val Porcellizzo risulta, invece, essere più impervia ed esposta tuttavia ben attrezzata con catene metalliche e alcune staffe per semplificare la discesa nei punti più difficili. Per arrivare al rifugio Gianetti che appare a prima vista piuttosto vicino ci vuole almeno 1h e 30min dal passo. Dal rifugio si prosegue la traversata della val Porcellizzo tra pascoli e placche per poi iniziare la salita verso il passo del Camerozzo. Qui il terreno cambia e si inizia a salire tra detriti e rocce superando alcuni tratti attrezzati con catene per i tratti un po’ più critici. L’ultimo pezzo (una decina di metri di dislivello) diventa più impegnativo, attrezzato con catene e staffe metalliche ma non presenta un’esposizione critica. La discesa verso la valle del Ferro risulta, invece, essere molto più impegnativa e tecnica e, per chi soffre l’esposizione, anche psicologicamente sfidante. Questa discesa è sicuramente la parte più critica del Sentiero Roma anche se rimane comunque ben protetta da catene metalliche e integrata con staffe. Una volta a valle si inizia la traversata verso il passo del Qualido su terreno irregolare e pietraia. Circa a metà valle si incontra la deviazione per il Bivacco Molteni-Valsecchi (circa 2h e 30 Min dalla Gianetti). La valle del Ferro è l’ultimo punto dove ho avuto copertura telefonica (TIM). Il sentiero prosegue verso il passo del Qualido tra pascoli e placche rocciose. Il passo si raggiunge per sentiero su sfasciumi senza difficoltà tecniche. La discesa verso la val Qualido è invece più tecnica ed esposta ma ben attrezzata con catene metalliche. Anche in questo caso per chi si vuole sentiere più sicuro potrebbe essere utile il kit da ferrata. Si attraversa la val Qualido su sentiero facile e ci si porta rapidamente sotto il passo dell’Averta che si risale su sfasciumi e per un piccolo tratto attrezzato per arrivare in cima (circa 1h abbondante dal bivacco). La discesa in val di Zocca non presenta particolari difficoltà con alcuni tratti protetti da catene metalliche. Dopo la discesa dal passo dell’Averta, si prosegue in discesa al di sotto della cima di Zocca per poi aggirarla per poi risalire al Rifugio Allievi/Bonacossa (ci sono ancora un paio di passaggi attrezzati ma non problematici). In Circa 1h e 30 dal passo dell’averta si arriva al rifugio (non c’è copertura telefonica).

3ª tappa. Dal rifugio Allievi/Bonacossa in circa un’oretta si arriva al passo di val Torrone senza difficoltà particolari su sentiero tra pascoli e placche rocciose. La discesa in val torrone è molto ripida e nei tratti più critici attrezzata con catene. La discesa continua in zona Erbosa/pascolo per poi iniziare la risalita verso il passo del Cameraccio (lungo la discesa si incontra un sentiero che permette di tagliare e perdere meno quota, tuttavia risulta essere chiuso). Da qui ho iniziato ad avere connessione telefonica anche se molto instabile. La salita lungo la Val Torrone si sviluppa su pascolo per poi lasciare spazio alla pietraia. Si arriva ad una conca dove in generale si trovano ancora tracce di neve: stare sulla sinistra orografica del nevaio procedendo su rocce e sfasciumi verso l’evidente intaglio del passo. Si raggiunge dapprima una corda rossa che aiuta nella risalita su sfasciumi e poi un tratto attrezzato che copre circa gli ultimi 100m di dislivello fino al passo. Questo tratto risulta essere abbastanza tecnico. In circa 3 ore dal Rifugio Allievi/Bonacossa si raggiunge il passo del Cameraccio punto più alto del sentiero Roma. Da qui inizia dapprima la discesa nella valle del Cameraccio e poi la lunga traversata verso il bivacco Kima che si raggiunge in circa 2h dal passo tutto su pietraia (attenzione ai segnali che a volte non sono troppo evidenti). Dal bivacco Kima si scende al laghetto appena sotto e poi si inizia la risalita alla bocchetta Roma su pietraia. Si raggiunge una conca dove in generale si trovano ancora tracce di neve. A seconda del periodo è possibile aggirare il nevaio o attraversarlo portandosi sotto alla bastionata rocciosa da dove parte il tratto attrezzato fino al passo. Il primo pezzo risulta essere un po’ faticoso in quanto permette di superare una balza rocciosa piuttosto verticale per poi diventare meno complicata e impervia (alcuni pezzi non sono neanche attrezzati). Si scende quindi nella valle di Predarossa su lastroni di pietra a cui prestare un po’ di attenzione per poi semplificarsi man mano che ci si avvicina al rifugio Ponti che si raggiunge in circa 2 ore e mezza dal bivacco Kima. All’esterno del rifugio c’è un’ottima copertura telefonica.

4ª tappa. Dal rifugio il sentiero si sviluppa quasi tutto su pietraia portandosi al di sotto del passo di Corna Rossa. La salita avviene per la prima parte tutta su sfasciumi instabili per poi raggiungere delle cenge attrezzate intervallate ancora su tratti di sfasciumi. Si risale così al passo in circa un’oretta dal rifugio. La discesa in vallale Airale avviene su pietroni (attenzione a non seguire i segnalini a sinistra che portano invece al pizzo Cassandra). La discesa al Rifugio Bosio non presenta difficoltà, dapprima su pietraia e poi su sentiero ben tenuto. In circa 2 ore e mezza si arriva al rifugio. Da qui e possibile scendere a Chiesa in Valmalenco per la val Torreggio in circa 2 orette passando dall’Alpe Lago su carrabile (percorso accorciabile sfruttando i diversi sentieri che tagliano i tornanti che risultano essere più diretti).

Percorso molto suggestivo, attraversando tante vallate impervie e severe, e fisicamente impegnativo. Ben organizzata da punto di vista dell’accoglienza nei rifugio ma fattibile anche per bivacchi modificando le tappe (bivacco Kima molto bello e ben tenuto). Percorribile anche senza attrezzatura (imbrago, kit da ferrata e casco) anche se la consiglio soprattutto per fare la discesa dal passo del Camerozzo in sicurezza (io personalmente ho preferito utilizzarla).

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