- Accesso stradale
- Ripidissima strada stretta e asfaltata per l'accesso ai pochi posti nei pressi dell'acquedotto in Strada Vicinale Camulà a Sciarborasca.
- Traccia GPX
Effettuato il percorso come da descrizione ma, una volta raggiunto il sentiero con i due trattini rossi, invece di scendere verso la Vallescura, abbiamo affrontato la panoramica salita al monte Rama, per poi intraprendere, in discesa, il sentiero “diretto” che ci ha riportato a chiudere l’anello nei pressi del Passo Camulà; in questo modo il dislivello da percorrere è di circa 900 mt.
Il sentiero dell’acquedotto si intercetta proprio dal Passo Camulà e segue sostanzialmente un’ardita opera idraulica, realizzata nei primi anni ’50 del Novecento con lo scopo di captare le abbondanti acque sorgive nell’alto Vallone del Rio Carbunèa; dalle prese superiori, a quota 800 mt. circa, il tracciato (costituito da una tubazione in gran parte interrata sovrastata da un sentiero calpestabile) taglia in quota gli arditi speroni rocciosi del versante orientale del Monte Rama e, sottopassato con una galleria in roccia (oggi in parte crollata e non percorribile) il Passo del Camulà, scende poi nel Vallone del Rio Scorza fino al serbatoio di accumulo a monte di Sciarborasca, dove abbiamo parcheggiato.
l punti critici da percorrere sono tre tra cui una profonda gola rocciosa attraversata da un vertiginoso ponticello di ferro, ormai pericolante e assolutamente da non percorrere: si seguono verso sinistra, lungo il filo dello sperone, i segni bianchi della “Via Zunino” per poche decine di metri fino a giungere alla selletta erbosa a monte dello sperone. Abbandonato il tracciato della “Via Zunino”, si traversa su erba la breve testata della gola e, oltre una nuovo selletta, si scende per comodo terreno erboso-sassoso nuovamente sul tracciato dell’acquedotto. L’ambiente è sempre molto aereo e pittoresco soprattutto su un secondo breve ma vertiginoso ponticello, che si deve superare con estrema cautela a cavalcioni del tubo dell’acqua. Per ultimo una stretta cengia con corrimano in ferro chiude il tratto più ardito dell’itinerario. Il resto sono comodi sentieri sempre bollinati e mantenuti.
Con Sergio e Valter.