Dopo aver letto numerosi commenti positivi su questa ferrata, Sax e io abbiamo deciso di concederci una giornata di ferie e sorbirci oltre 400 chilometri di strada (A/R), ma ne è valsa ampiamente la pena. Lo scenario naturale è superbo, la ferrata abbastanza corta ma piuttosto impegnativa (soprattutto nel primo tratto) e adeguatamente adrenalinica. Perfetta per chi desideri gustarsi la sensazione del vuoto e una spettacolare verticale. Durante la progressione abbiamo notato solo un paio di staffe vagamente “ballerine”, ma la cosa è irrilevante; piuttosto, sono la loro dimensione e la sporgenza rispetto alla roccia a essere inconsuete e a suggerire, talvolta, una certa cautela per non lesionarsi le rotule… La parte più stancante, comunque, è senz’altro la marcia di avvicinamento, su un sentiero stretto, tortuoso e piuttosto ripido. Al ritorno, i bastoncini da trekking sono consigliati caldamente.
Per finire in gloria la giornata, sulla via del ritorno ci concediamo anche la ferrata di Chiaronto, che tuttavia sembra più un gioco per bambini cresciuti che un’autentica ferrata: unica emozione vera la offre il già celebre “muro”, decisamente impegnativo e da superare di potenza (i novellini si astengano).
Adeguatamente frollati, torniamo a casa a tarda sera, stanchi ma decisamente soddisfatti. Dopo questo bell’allenamento, chissà cosa combineremo sabato…
PS di carattere animalista. Sulla via del ritorno, nel bosco di Chiaronto, ci siamo imbattuti in uno splendido camoscio. Incontro emozionante. In paese ci dicono che, sì, la foresta circostante è popolata da cervi, caprioli, camosci, che all’alba talvolta scendono fino alle case; tuttavia – si lamentano – questo eden sarà devastato a giorni dall’arrivo di torme di cacciatori. Se, come noi, aborrite quest’ultimi, vi consigliamo una semplice strategia, che applichiamo ogni qualvolta sia necessario: fare più baccano possibile lungo il percorso. Lanciate qualche urlo o qualche fischio: il rumore spaventerà gli eventuali animali presenti in zona e li renderà assai più guardinghi, rovinando gli appostamenti agli ignobili assassini.