- Accesso stradale
- Strada stretta e sterrata gli ultimi 3 km ma fattibile senza problemi da tutti
Gita lunga e articolata. Il versante Valtellinese delle Orobie regala solitudini, lunghi avvicinamenti, grandi spazi e favolosi panorami.
Partenza dalla centrale ovvero dal divieto di accesso. Fino alle baite Michelini c’è una strada o brevi tratti di mulattiera. Più avanti il traversone verso la parte alta è su terreno disagevole; per fortuna sono appena passati a tagliare i maloss e a pulire il sentiero dalle erbacce. La zona dei pietroni franati richiede attenzione per non rompersi tibia e perone in un buco, poi si arriva al bel bivacco ben tenuto. Il pendio a monte del bivacco è subito ripido e franoso, e peggiora salendo. In cima alla morena si deve scendere 7-8 m verso i glacio/nevai per poi salire un osceno canale di sabbia e pietre che porta alla pietraia adducente il colle. Poco prima del colle andare a sinistra senza salire in cresta ma prendere un altro brutto canalino (meglio se innevato) ma bollato. Per errore salgo anche il canalino per il passo di Scotes, errore. Andare a sinistra prima di arrivare alle catene, circa 25 m lineari. La parete è in neve ghiacciata durissima. Non aver portato la picca, non è stato un colpo di genio… Nessun segno di passaggio. Qui non sale nessuno. Comunque non si va mai oltre i 40°, ad eccezione di un breve canalino in ghiaccio e sassi che è a circa 45°. I passi di arrampicata sono elementari, se si scala oltre il II° grado, si è fuori via. Panorami fantastici e nessun essere umano avvistato in tutto il giorno.