Sciora di Fuori diretta integrale

Sciora di Fuori diretta integrale
La gita
mbed
5 06/09/2025
Accesso stradale
Parcheggiato a Bondo ma credo si possa salire un poco e risparmiare mezz'oretta.

L’unica via di cui ero in un certo senso un po’ ossessionato, ci tenevo. Finalmente!
Non conosco una linea più ovvia e invitante. Non è una cresta (troppo verticale) ma nemmeno un ‘pilastro’ (troppo sottile!). Praticamente è una sciabola ciclopica, un’alabarda primordiale gigantesca. Assurdo pensare di trovarsi aggrappati nel vuoto sul filo di quella lama così enorme e verticale, sospesa lassù.

Miracolosamente anche l’arrampicata si è rivelata eccezionale e divertentissima su tutti i tiri, non ci aspettavamo così tante fessure nette e una roccia così bella anche in questi tetri versanti nord. Aspettative alte e per una volta superate.
Si arrampica abbastanza sereni perché le soste sono tutte ben attrezzate (almeno uno spit a sosta c’è quasi sempre), chiodi se ne trovano, per cui una buona serie di friend è sufficiente (anche micro, e il n°4 torna molto utile).

Saliti in circa 22 tiri. Abbiamo trovato un bel po’ di neve e ghiaccio, sempre di più via via che si sale; gli ultimi due tiri li abbiamo fatti sul versante assolato (la via invece segue diedri a nord), un po’ più difficili ma almeno non erano ghiacciati. 8 ore circa per la salita (i primi 6 tiri di variante a spit li conoscevo già e li abbiamo liquidati in 1.30h), senza correre ma senza nemmeno perder tempo.

Capitolo discesa: SI PUO’ FARE (estate 2025): sono state ripristinate due calate per l’aggiramento della Scioretta, che poi và scalata con 1-2 tiri (IV+, scarpe da avvicinamento). L’ultimo gendarme và poi aggirato sul ripido lato Albigna (possibile calata), non lasciarsi tentare dalle pratiche cengie assolate sull’altro lato.
Con corde da 60 metri bastano 4 calate sulla via Noemi. Dalla fine della via alla base ci abbiamo messo 4 ore, tuttavia essendo molto innevata e ghiacciata siamo scesi in parte in conserva protetta. Non è difficile ma è davvero molto lunga e alpinistica, sempre piuttosto esposta (ma la roccia è bella, e ci siamo quasi divertiti).

Grazie a Coco per essersi lasciato trascinare in quest’avventura che sognavo da tempo.
Menzione speciale ai due giovanissimi ragazzi che dalla Germania sono arrivati alla capanna Sciora con un portaledge nuovo di pacca e tonnellate di viveri dichiarando di voler fare la Cassin al Badile. “Mi sa che abbiamo sbagliato montagna” (cit.)

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