Gran bella via. Il disegno del libro di Motti è praticamente perfetto. Al primo tiro, i primi passaggi scaldano già; si arriva ad un chiodo con anello e da lì noi siamo usciti a destra sostando comodamente sulla sosta della Barbi. Quindi breve tiro a sinistra nell’evidente fessura, e si raggiunge la sosta nerastra sotto i due spit (posto scomodisssimoooo!!!); ancora a sinistra c’è una sosta a chiodi che evita il raddrizzamento della via della spittatura, ma non so le protezioni come siano.
Per il secondo tiro abbiamo seguito gli spit arrugginiti, utili due staffe per la cordata. Quindi sosta presso la piantina (un pinetto).
Poi la sosta dopo il diedro A1 non c’è più, si fa un tiro bello lungo spittato lungo, si traversa molto a sinistra.
Nell’ultimo tiro, occhio ad allungare bene le protezioni, molto attrito; l’uscita originale non è a destra seguendo le frecce, ma leggermente a sinistra.
Ogni tiro ha un suo perchè; continua e fisica soprattutto nel primo tiro, ma anche gli altri non sono per nulla banali.
Siamo partiti “pesanti”, ma in realtà bastano una serie di friends e una di nuts. C’è molto da scalare!
Grande soddisfazione per questa superclassica, grazie a Andre e Luca per la compagnia, e a Diego incontrato al rifugio qualche giorno fa per i pochi ma preziosi consigli.
Ottimi panini al rifugio…