Bella via, fisica nella prima parte (fessure, tetti e camini a volontà) e tecnica (tacche e placche) nella seconda. La spittatura è perfetta, così come la qualità della roccia.
L’unico neo sono i primissimi metri di L1, ricoperti di muschio, su cui non sarebbe così difficile scivolare, ma essendo immersi nel bosco non si potrebbe fare molto per pulirli.
La partenza “vera e propria” ha una dulfer molto fisica, poi in L2 un tetto che non è così scontato da passare in tranquillità. Bellissimo anche il diedro iniziale di L4, su cui bisogna muoversi bene per cercare le tacche.
Bello anche l’ultimo tiro, con un delicato traverso su placca e poi via su tacche verticali.
I gradi sono riportati in modo differente sulle varie relazioni, direi che la si può affrontare considerandola come 6b di difficoltà max, ma molto dipende dallo stile di arrampicata su cui si è abituati…
Consigliata la discesa a piedi per via dei numerosi alberi e cenge che si affronterebbero in doppia, soprattutto nei tiri alti.
Prima via dell’anno in compagnia di Edo, e poi gran mangiata al Rifugio Melano/Casa Canada…non so se si vada ad arrampicare in Sbarua per la qualità della roccia o per i taglieri gargantueschi che si mangiano dopo 😀