- Accesso stradale
- Vari parcheggi disponibili lungo la strada (con un pò di fantasia). Il parcheggio al passo era pieno e piuttosto costoso.
Abbiamo attaccato la via dopo mezzogiorno, sicuri della stabilità del meteo.
Siamo saliti così tardi perché nei due giorni precedenti erano scesi oltre 70mm di pioggia e speravamo la parete asciugasse bene. In effetti tutta la via era perfettamente asciutta.
I primi tre tiri non sono per nulla banali e hanno vari passi obbligati un pò untini, tant è che con un pò di sconforto abbiamo quasi pensato di calarci. Poi però la roccia migliora e a parità di grado le lunghezze risultano un pò più semplici e ammanigliate. Abbiamo finito la via in 4 ore e mezza senza fretta. I primi tre tiri sono i più duri.
Al 4 tiro sono stato troppo a destra, l’arrampicata non è difficile ma su roccia mooolto delicata e i friend messi dubito avrebbero tenuto.
Necessaria una serie di friend (e saperli usare) perchè vari passi non semplici sono da proteggere. Utili rinvii lunghi e fettucce per le teste.
Preparatevi a farvi fare un sacco di foto dai turisti sulla funivia.
Dopo aver imboscato gli zaini alla forcella siamo corsi al rifugio capanna Fassa (ovvero Piz Boè – andata e ritorno in meno di 2 ore). La rosetta che abbiamo mangiato sarà anche costata 9€, ma la vista da li è impareggiabile.
Ringrazio Romolo, entusiasta scalatore romano conosciuto su internet che contagia con il suo buonumore, la sua delicatezza e l’amore per la vita.