- Accesso stradale
- Passo delle Erbe, parcheggio a pagamento (8€ 2025)
Roccia solida, ruvida e compatta.
Arrampicata mai faticosa, tranne i pochi metri del tiro chiave, ma su cui bisogna viaggiare sicuri vista la lunga distanza tra le protezioni e la quasi impossibilità di integrare.
Sulle placche l’individuazione del percorso è difficile, ma con un pò di intuito e non essendo mai obbligato si sale abbastanza serenamente. Ci sono vari cordoni che ogni tanto rassicurano sulla correttezza della linea.
Scegliere giornate molto calde e stabili.
Assolutamente da non perdere!
Per la salita avevamo preparato diverse relazioni, ovvero quella di Bernardi, dei Sassbaloss, di Rabanser e del sito Outdooractive. Alla fine, siccome confrontandole non ci tornava mai il percorso e le soste, abbiamo utilizzato perlopiù un’immagine della parete con il tracciato del percorso.
La nostra ricetta è stata quella di fare tiri lunghi, ca. 50 metri, e sostare quando la corda faceva troppo attrito. Così facendo abbiamo quasi sempre sostato presso delle soste su chiodi o clessidre con cordone azzurro (abbastanza recente) per un totale di 13 o 14 tiri, impiegandoci 5 ore e mezza.
Lungo la via sono state recentemente realizzate delle clessidre trapanate: un pò triste su una via con così tanta storia alle spalle, ma aiutano nell’individuare il tracciato.
Il tiro chiave nelle relazioni è dato in libera tra il VI- e il VII, secondo me potrebbe essere un VI+, facilmente azzerabile visti i numerosi chiodi.
Dopo il traverso fino al gendarme staccato, abbiamo seguito il percorso originale di IV sulla destra. Col senno di poi visti gli attriti avrei preferito decisamente fare la variante diretta sopra la sosta di V+.
Splendido itinerario in ambiente meraviglioso sulla cima più a nord delle Dolomiti con vista aperta.