Sapè (Monte) e Monte Balur da Roaschia, giro

Sapè (Monte) e Monte Balur da Roaschia, giro
La gita
cuccimaira
5 10/01/2016
Equipaggiamento
Full-suspended

Grazie al mitico Pierriccardo anche oggi un gran gitone in una giornata decisamente calda a parte un pò di venticello sulle punte. Tutto attorno gran nuvolaglia! Il giro è veramente molto bello, chiaramente per amanti del genere (il genere sarebbe quello di scoprire posti nuovi accettando ciò che si trova…)ambiente che dire selvaggio e solitario è poco. Ne approfitto per chiarire meglio il percorso che dalla relazione scritta pare un pò caotico ma in realtà è abbastanza ben segnalato.
Sono partito circa un km dopo Roaschia nei pressi di un’area pic nic vicino una grossa condotta poi capirete perchè… Salita come da descrizione fino alla Colla di Prarosso, anche se tutti la chiamano Colla Goderie che è un poò più in giù. Qui ho cercato il sentiero di salita diretto al Monte Sapè ma, a parte un bollo rosso su una roccia, di sentieri non ne ho visti, sicuramente c’era ma ora è molto sporco quindi conviene continuare come da descrizione su strada fino ai Tetti Cersé (ruderi), qui (palina) prendere il sentiero che passa poco sotto il crestone e dopo un rudere gira decisamente a sin. Da qui fino in punta c’è un bel sentiero sostenuto ben segnalato, fattibile sembra anche in discesa. Prima di giungere in punta al Sapè si arriva sulla sua dorsale est, per chi vuole salire in punta sappia che poi deve tornare qui (sono 50 m dsl) perchè la dorsale sud-ovest è rocciosa e non percorribile in bici. Con traverso su sentierino si giunge in cresta sotto La Maddalena che si raggiunge con ripida rampa all’ombra. Appena superatala (quota 1965) si deve scendere giù decisi verso destra in una specie di toboga in mezzo agli ontani (passaggio pulito, tacca rossa su un ramo ben visibile) che immette nel traverso verso sinistra non lungo ma non pedalabile (non è un vero sentiero, è un passaggio tra gli arbusti comunque ben segnalato) che porta su una bella selletta sopra la fontana Liret (1860 la selletta). Da qui bel single trek con tornantini alcuni in nose press e si arriva alla fonte, poi comincia il lungo traverso sospeso sui precipizi sottostanti (ambiente incredibile, mandrie di camosci!) all’inizio da fare a piedi (ho trovato anche un rio ghiacciato superabile poco più in alto) poi da prima del gias Liret (ruderi, palina) quasi tutto in sella con saliscendi, molto bello fino alla salita finale sul colle Balur e Rifugio omonimo pedalabile anch’essa. Dal colle sono salito al Monte Testas 1830, pedalabile e ottimo punto panoramico sul giro effettuato. Discesa bella e veloce fino alla strada sterrata (quota 1031), poi per il solito motivo di fare solo sentieri ho girato a destra e percorso la breve strada fino nei pressi dei Tetti Virotta Soprana, poco prima c’è il cartello che indica a sin il sentiero in salita per la Punta della Riva, sono 200 m ancora di dislivello bici a spalle fino al colletto quota 1280, ma ne vale la pena perchè dietro c’è un bellissimo single trek nel bosco di faggi attorniato da torrioni rocciosi, a volte in un mare di foglie, per lo più scorrevole ma con anche qualche passaggio più impegnativo che porta in breve nel fondo del vallone Biale, poi costeggiando il torrente passa sotto la condotta e deposita esattamente all’auto.
Carta Fraternali n°15 “Valle Gesso Alpi Marittime” molto utile. Incontrato solo un camminatore e due trial al colletto della Riva.
Neve pochissima solo all’ombra (pochi cm) che non disturba affatto.

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