Sanglier (Tete du) – Les Jardins d’Amandine

Sanglier (Tete du) – Les Jardins d’Amandine
La gita
max1971
2 24/06/2023
Accesso stradale
Poco prima di Meljasset. Parcheggio e poi puntare la parete fino alla cengia ripidissima che porta all'attacco.

Mi associo al commento del sempre mitico socio Urs che se l’è tirata quasi tutta.
L’itinerario di per sè sarebbe molto meritevole anche perchè è davvero una roccia con tantissimi appigli molto netti che permettono di scalare con buona verticalità e con alcuni bei strapiombetti, ma senza dover passare su gradi troppo duri. Il grado obbligatorio infatti è confermato sul 5c con passi di 6a.
Bisognerebbe tuttavia davvero dare un bella ripulita soprattutto nei primi tiri (L1, L2 e L3) davvero muschiati e erbosi e aggiungere qualche spit non solo per eliminare alcuni punti in cui un eventuale volo sarebbe davvero problematico, ma anche per far capire bene dove andare visto che in taluni tratti non è assolutamente chiaro (L4, L5, L8, L10).
Altre info utiili: il traverso che collega la parte bassa della via con quella alta è facilissimo e camminabile, ma non è 40 metri. E’ molto più lungo e l’attacco della seconda parte è quasi all’ingresso del grande diedro (primo spit ben visibile). Lo stesso primo tiro della parte alta (L8), dopo il primo spit non c’è più niente per una quindicina di metri (????) e non è facile integrare visto che essendo sul medio-facile c’è anche tanta roba che muove … fare molta attenzione.
L9 è un capolavoro. Tiro stupendo e protetto abbastanza bene.
L10 stesso problema di L8: dopo lo strapiombino protetto benissimo non si capisce dove andare e lo spit successivo non è visibile ed è molti metri sopra con difficoltà ad integrare.
La logistica per avvicinamento e rientro è corretta, comunque per percorrere bene la vita bisogna tenere in conto di avere molte ore a disposizione.

Per come è adesso, sinceramente, non la consiglierei… Ed è un peccato perchè se fosse un pò risistemata sarebbe un vero sballo per chi viaggia sul 5c/6a e ha buona resistenza sulle giornate infinite con le scarpette ai piedi.
In ogni caso è tutto fieno che entra in cascina per fare resistenza e macinare metri e metri di pareti verticali per nuovi obiettivi!

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