- Accesso stradale
- Col du sanetsch, occhio agli asini con due gambe e la targa svizzera...
Bella arrampicata varia su calcare fotonico, nei tiri centrali ricorda quello dell’oddeu!
Avvicinamento: dalla curva a dx sotto le pareti (parcheggio a interno curva), prendere il sentiero marcato di rosso. Dopo 10 Min prendere traccia a dx con bolli rossi e indicazione follomi. Arrivati ai piedi della parete contornarla verso dx su sentiero ripido e ghiaioso e salire lo zoccolino (20m) con facile arrampicata su zeppe seguendo i numerosi bolli rossi. Scritta “pole” in rosso con chiodo a pressione ad anello. Per prendere i riferimenti, la parete su cui si scala è quella più a dx di tutte e girata un po’ verso est, che guarda il lago.
Chiodatura S2 ravvicinata nei tratti più verticali o più difficili, più severa dal V in giù. Molto spit sono illogicamente bassi e si rinviano all’altezza delle gambe o in pancia, probabilmente per esaltare l’obbligatorio ma rende la progressione un po’ snervante. Non ho usato friend, forse si può mettere qualcosa nei tiri centrali, roba medio piccola ma mi pare difficile.
Al di là dei gradi duri/morbidi, mi sembra che quelli riportati qua su Gulliver siano pure invertiti, ovvero il tiro più facile era sicuramente il più difficile, e il più difficile tra i più facili… Sono più realistici i gradi della guida trovata in rete e quelli di Camp to camp.
Propongo una relazione:
L1 40m 6a un passo, 5c. Partenza facile su rocce rotte, pancia con presa rovescia scomoda (azzerabile con fantasia), traverso a sx su gradone (spit sui piedi no sense), placca lavorata.
L2 45m 6a+ un passo, 5b. Partenza dura sul secondo spit, no idea di come alzarsi sul secondo spit, se non con un bel cordino. Poi facile. Alla cengia spostarsi a dx in basso di 15m, superare la sosta di elite (da clippare molto lunga) e wuwli (nome in rosso), fino a raggiungere quella di hara qui pleure (nome in rosso) sullo spigolo. Usciti sulla cengia, si vede l’anello in basso ma non il nome che si vede all’ultimo, con un lungo da 120 sulla sosta di elite si recupera bene facendo sosta direttamente su hara.
L3 5c+ 40m stupendo tiro su placche verticali lavorate a buone prese. Partenza in diedro fisica.
L4 5c 40m partenza su bellissime lame, poi placche lavorate e due ribaltamenti verso dx. Allungare protezioni nel finale. Ancora un tiro bellissimo.
L5 6a 15m boulderino in strapiombo di 2m, azzerabile si, ma son più buone le prese dei rinvii… Nel complesso ben più facile dei primi due tiri (questo fatto a vista, gli altri azzerati…). Sosta dopo la cengia da attraversare verso dx.
L6 20m 5c+/6a. Traverso a dx su gradino sospeso, strapiombini su calcare a pietruzze, poco più facile del precedente, ma un pochetto più lungo.
Discesa a piedi agevolissima seguendo i numerosi bolli rossi. Si torna alla base dello zoccolino, quindi conviene (nel caso) lasciare gli zaini alla base dello zoccolino per non doverlo risalire e soprattutto riscenderlo.
Da qui ski de roc su agevole pietraia adatta allo scopo fin quasi alla macchina.
Dopo la ritirata di domenica scorsa a causa del vomitino di fra, che poi mi son preso pure io, veniamo a finire il lavoro… Ne è valsa la pena! Giornata calda e soleggiatissima. Via molto bella su roccia stupenda. Tantissime vie sulla parete, per fortuna ci sono i nomi anche lungo i tiri!
Finita l’arrampicata via in MTB sui sentieri di Sion!