9.4Km
Pendenza 85°/IV in roccia.
Dall’ampio invaso di attacco si sale su neve per il primo canalone, con pendenza iniziale da 50-55°. Il canalone è largo e non troppo ripido. Mano a mano che ci si alza, però, questo si restringe e si impenna fino a diventare un vero e proprio budello nelle viscere della montagna. Presenti 2 soste (chiodi e cordoni) nei tratti con i salti rocciosi. Si arriva alla fine del primo canalone sotto ad una evidente grotta (150 mt, sosta, 2 chiodi e cordoni, sx orografica) e una piccola barra di roccia interrompe la continuità del canalone.
Si affronta il breve tratto ghiacciato (75°, 10mt, 3) con possibilità di protezione su ghiaccio (viti) per uscire su un ampio e facile pianoro innevato (sosta alla base del muro di roccia soprastante, 35mt). Qui si è sulla grande cengia che taglia a metà la parete (visibile anche dal basso) e dove in estate passa il Viaz dei cengioni. Una grande muraglia di roccia sbarra l’accesso al canale superiore.
NOTA. In caso di scarso innevamento, è presente un chiodo da roccia alla base della parete verticale. Se invece il tratto ghiacciato è scarso o inesistente, si può traversare orizzontalmente su roccia a dx in evidente ma sottile cengetta, arrivare allo spigolino, aggirarlo e su facili rocce rotte per altri 6/7 mt salire fino al pianoro innevato (35mt, II, due chiodi, sosta su masso erratico).
Da questo punto si traversa per circa 50 mt verso sinistra (dx orografica) costeggiando la base del muraglione di roccia fino ad una piccola selletta (sosta su friends). Da qui si traversa per altri 5/6 metri verso sinistra (dx orografica) fino ad individuare un poco evidente diedro camino che sale verticalmente e leggermente verso destra, che costringe molto spesso – in condizioni di scarso innevamento – ad un’arrampicata integralmente su roccia (35 mt, II, sosta su masso erratico).
Da questo punto si vede evidente l’invaso ampio del secondo canalone, dove le difficoltà calano decisamente). Il secondo canalone si percorre tutto fino ad arrivare ad una breve parete rocciosa (200 mt, 45°-55°, possibilità di protezioni veloci ai lati, sosta su piccola clessidra).
Da qui con un tratto di circa 15 mt di arrampicata su roccia in un diedro camino verticale (chiodo e cordone nel tratto chiave, III) si arriva di nuovo sul pendio innevato nei pressi di un’ampia sella nevosa, che divide il San Sebastiano dalla Cime de le Lastie e dal Cime dei Gravinai (45mt, sosta su masso), da dove si intravede la pala rocciosa finale della vetta e l’accesso all’ultimo tratto della via.
Il tratto finale si svolge in una canale sempre più superficiale e meno incassato tra le rocce che si snoda verso sinistra (dx orografica) e, con percorso non immediatamente evidente, sbuca direttamente in vetta al San Sebastiano, dove spesso è presente una cornice sommitale molto aggettante (150 mt, 55°-65°, lungo il canale presenti due chiodi a dx salendo e una sosta attrezzata).
- Cartografia:
- Tabacco 025 - Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine
- Bibliografia:
- F. Cappellari - Ghiaccio Verticale
Nelle vicinanze Mappa
Itinerari
Tamer Davanti Via Normale dal Passo Duran
0m
Civetta (Monte) Via Normale
2.3Km
Viàz de l’Oliana da Pian de la Fopa
7.9Km
Mezzodì (Spiz Nord di) Via Normale
Civetta (Monte) Solleder-Lettembauer
8.2Km
Civetta (Monte) – Diedro Aste-Susatti
8.4Km
Agordo (Punta) 40° CAI Boffalora Ticino
8.6Km
Venezia (Torre) – Via Livanos
8.7Km
Pelmo (Monte) Traversata Cengia Grohmann-Ball
10.7Km
Pelmo (Monte) Via Normale da Zoppè
11Km
Servizi
9.4Km