- Accesso stradale
- Ampio doppio spiazzo sterrato in fondo alla buona sterrata di accesso, si passa con qualunque macchina con un po'di delicatezza
La Gita è perfettamente descritta in relazione, ed è pure discretamente logica: molto difficile sbagliarsi. Comuqnue come mio solito dirò qualcosina sul tutto e, dato che a sto giro mi sono anche ricordato di prenderli, sui nostri tempi.
– Avvicinamento: comodo, veloce ed evidentissimo fino al rifugio, dopodiché si deve risalire uno scomodo canale ghiaioso, attrezzato con catena in mezzo alla sua evidente strozzatura, fino alla sua cima: le tracce sono esclusivamente dalla fine della suddetta strozzatura attrezzata in poi, mentre dal Rifugio a lì non sono presenti. Se si hanno dubbi su quale sia il canalino (difficile perché evidente), si può comunque comodamente chiedere ai gentilissimi gestori del Rifugio Mondovì, preparati e cordiali. Comunque sia, terminato il Canalino delle Masche si entra nell’omonimo Vallone, un posto selvaggio, lunare e davvero stupendo: si segue il sentiero, come dice la relazione, finché lo si ritene opportuno, dopodiché si devia a sx e si punta all’evidente spigolo arrivando fin sul Bocchino delle Masche. A livello di logistica: noi ci siamo portati un solo zaino per fare la via, sapendo di tornare indietro per lo stesso percorso d’andata ci siamo vestiti e preparati quando abbiamo deviato dal sentiero per poterlo comodamente recuperare a ritorno.
Via: anche qui la relazione è impeccabile, seguirla e non si sbaglierà.
– Via: la Via in sé non è difficile, si fa tranquillamente in libera (essendoci riuscito agevolmente proporrò in seguito dei gradi, tenere conto che comuqnue l’opinione è PERSONALE e non necessariamente condivisibile), attenzione però a tenere comunque conto dei seguenti fattori:
● I primi 3 tiri, per quanto facili, sono quasi sprotetti e poco integrabili, e il 3° ha anche una roccia da dover quantomeno stare in campana: a livello alpinistico sono decisamente quelli che giustificano l’impegno complessivo della Via.
● Dal 4° tiro in poi l’impegno “arrampicatorio” sicuramente aumenta, ma cala drasticamente quello alpinistico: sono presenti tanti spit, quasi sempre la via è comodamente azzerabile e solo in un passaggio duro è richiesta un’eventuale breve arrampicata senza possibilità di azzeramento. Il mio parere PERSONALE sugli spit su una via storica credo sia noto, per me non dovrebbero starci, soprattutto in una linea come questa che sul “duro” è facilmente proteggibile e comunque con tanti chiodi buoni ancora infissi; di contro il lavoro di chiodatura svolto è innegabilmente ottimo, e anzi rende fruibile ai più una bella via che altrimenti sarebbe sicuramente meno frequentata: bene per la vallata perché lo merita!
● Mi sento di poter dire che, vista la spittatura sul “difficile”, l’impegno alpinistico può essere tranquillamente calato dal TD+ della relazione ad un più onesto D+/TD.
– Descrizione dei tiri: dato che sono descritti perfettamente in relazione darò solo opinioni personali (come reputo i gradi in libera) ed eventuali variazioni.
L1: Sosta in partenza per allongiarsi. Partiamo col botto: la foto nella relazione sotto la mia è probabilmente sbagliata. Abbiamo fatto lo stesso tiro anche noi, unendo L1 ed L2 come consigliava, ma il tiro non passa di lì bensì più in alto (visibile fila di spit, ma purtroppo l’ho vista una volta che il socio era già partito: allegherò foto di entrambi i percorsi). Se si opta per la prima soluzione, oltre ad essere un tiro non semplice e particolarmente poco proteggibile, non si troverà S1 ma si arriverà direttamente a S2 in circa 65mt (occorre fare qualche passo in avanti all’assicuratore per far arrivare alla sosta il primo). Passando dove siamo passati noi a parer mio probabilmente si sfiora il V.
L2: vedi sopra. III.
L3: non così marcio come indicato, basta arrampicare delicati e non tirare niente. Io ho piegato tutto a dx ascendendo e sono arrivato alla sosta sempre da dx, ultimi passi verso sx. IV max, ma una sola protezione messa in 45mt.
L4: partenza degli spit. Tiro comuqnue fattibile rinviando solo i chiodi. 5a fisico sull’ottima lama, poi più semplice fino in sosta.
L5: tiro chiave. Traversino facile, poi bel diedro camino fino alla strozzatura con masso incastrato: un po’di decisione nell’alzare i piedi e prendere la buona lama tutta a dx fuori dalla fessura e si va su bene senza necessità di integrare; possibilità eventuale di azzerare su friend medio. Poco più in alto passaggino in strapiombino da dover uscire a sx non azzerabile, occorre arrampicare. Segue più facile fino in sosta. 6a+ il passaggio dal masso incastrato, 6a lo strapiombino, il resto più semplice. Per azzerare tutto bisogna un po’ingeniarsi.
L6: bellissimo largo camino, tiro più breve dei 25mt dichiarati. Si allunga bene il primo chiodo e si sale a DX del camino e non sopra di esso: risulta molto più facile e sempre su ottime prese (una in uscita muove ma in realtà è ben ancorata). 5c, se affrontato così.
L7: muretto e fessurone offwidth molto abbattuto ma liscio dai lati, all’altezza di un chiodo a sx ci si sposta su parete apparentemente liscia a sx ma in realtà con ottime e grosse prese (basta cercarle!) e si esce sempre su maniglie fino alla sosta. Presente cordone che ora è inutile, un tempo serviva per pendolare da sx a dx per uscire così dall’altro lato. 6a il passaggio dal fessurone al muretto, il resto 5c max.
L8: facile cresta sprotetta ma ben proteggibile fino a che non finiscono le “difficoltà”. III
Da qui facilmente alla Croce di Vetta dopo aver fatto su tutto ed essersi rimessi le scarpe.
– Rientro: si punta al Vallone delle Masche o per sentieri o a caso giù dal pendio; raggiuntolo, si segue il sentiero ripido e non sempre evidente (utilissimi i segnavia) finché non si torna nel punto dove si è deviato per la via, da dove si prosegue per il percorso d’andata a ritroso (stando attenti a non tirare niente in testa a chi ci sta sotto nel Canalino!)
– I nostri tempi, se potessero essere utili a qualcuno:
Macchina – Rifugio Mondovì: 25 min
Rifugio Mondovì – Attacco Via: 1.05 h (di buon passo)
Via: 3h (senza stare a perdere tempo, a tiri alterni e in libera)
Vetta – Rifugio Mondovì: circa 1h (andando spediti e correndo giù per il canalone, la ghiaia aiuta!)
Rifugio Mondovì – Macchina: 20 min.
Bellissima Via, alpinisticamente ingaggiante e mai difficile. Col socio irriducibile Ferrovier Pietro, facendo una gita di un giorno anziché 2 perche meglio così valà!