- Accesso stradale
- Parcheggio telecabina Isola 2000.
Gita che inizia in un paesaggio senz’altro molto “condizionato” (altri direbbero “deturpato”) da Impianti e piste di Isola 2000, ma presto entra in scenari molto belli, in alta montagna.
Siamo saliti con la telecabina all’apertura (ore 9). Toglie 350 metri di dislivello scarsi, quindi non molto, ma per 4 euro (accesso pedonale illimitato giornaliero) permette di evitare una salita, a tratti ripida, su desolate piste da sci, certo non entusiasmante.
Arrivati alla conca sotto il monte Salvatore, a sinistra, e il monte Sisteron, a destra, abbiamo proseguito la salita per la pista verso il Sisteron, ignorando la traccia del vecchio sentiero militare, che, sulla sinistra, aggira la conca e passa sotto la casermetta bassa del monte San Salvatore.
Guadagnato il crinale fra i due monti, dove ci si affaccia per la prima volta sulla valle della Tinée, abbiamo seguito la cresta verso sinistra e, con breve attraversata, leggermente esposta, ma ben tenuta, abbiamo raggiunto il vecchio sentiero militare e risalito il versante interno che sale al monte San Salvatore.
Qui il sentiero è meno ben conservato, su sedime talvolta di sfasciumi e senz’altro esposto. La valutazione di difficoltà “E” è, forse, un po’ troppo rilassata. Se un sentiero “EE” è descritto come quello in cui “il terreno può essere costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti)”, mi ci ritrovo abbastanza.
Finito questo tratto un po’ più impegnativo si guadagna il più agevole fianco meridionale del monte, e poco sopra, si raggiunge il maestoso blocco dell’Opera 17, armata con due mitragliatrici e letteralmente appollaiata sulla valle della Tinée, con il paese di Isola quasì 2000 metri più basso.
Di qui i 100 metri finali di salita poco sotto la cresta, non presentano difficoltà specifiche, se non l’esposizione sul lungo e ripido pendio erboso, che scende per centinaia di metri fino ai boschi della Tinée.
L’arrivo in cima alle 11 è stato favoloso. Il bunker, denominato “Opera 18”, con due malloppi gemelli posti sulla vetta, armati ciascuno con due mitragliatrici, forse non ha altri paragoni in tutto il Vallo Alpino occidentale. La visita interna richiede di rannicchiarsi un po’ per entrare e l’uso delle torce. Occorre naturalmente essere sempre prudenti.
Il panorama, oggi in parte precluso da qualche nuvola, è immenso: verso sud la valle della Tinée a destra e il vallone di Mollieres a sinistra, davanti tutta la zona del nizzardo fino al mare… non escludo sia visibile anche la Corsica, a poco più di 200 km.
Voltandosi a Nord si vedono gli infiniti monti delle Alpi occidentali: dall’Argentera, al Malinvern, dall’Oronaye, al Monviso e poi ancora più su… forse anche i 4.000, oggi non visibili causa nubi.
Con un breve tratto pianeggiante per la cresta, sempre di difficoltà E/EE, si possono raggiungere in meno di 10 minuti le ultime due opere della zona, la 18 bis e la 18 ter, anch’esse molto suggestive e visitabili internamente senza difficoltà.
In discesa, due di noi hanno visitato le casermette alta e bassa del monte San Salvatore: la prima è più compromessa dal punto di vista strutturale, ma è comodamente raggiungibile dalla vetta.
La seconda, invece, si raggiunge con una traccia evanescente su sfasciumi in pendio ripido. Qui il livello è senz’altro EE.
Entrambe sono ben conservate, con tanto di porte, finestre e letti, in legno e metallo. Una rarità. Davvero molto interessanti per i cultori dell’architettura fortificata.
Ridiscesi al colle che separa il monte San Salvatore dal monte Sisteron bastano cinque minuti per arrivare in cima a quest’ultimo, nel nostro caso giusto per salire sulla pedana panoramica posta a fianco all’arrivo della seggiovia (siamo al “sommet des pistes” di Isola 2000, il punto più alto del comprensorio sciistico, a 2.570m) ed intravedere la vicina cima Merlier, semi nascosta dalle nubi, che ormai coprivano quasi tutta la visuale.
Siamo rientrati ad Isola 2000 per le piste da sci, senza tornare alla telecabina, ma collegandoci al sentiero “Chemin des italiens” che, passa a fianco all’opera 153, un bel bunker in due malloppi separati fra loro e in corso di collegamento quando i lavori furono abbandonati. Il blocco di sinistra è stato in parte recuperato ad un uso ludico con cartelli informativi e illuminazione (non attiva).
In breve tempo il sentiero conduce in piano ad Isola 2000 e, sempre per le piste, si può deviare subito prima del paese per raggiungere la partenza della telecabina.
Sono passati solo 28 anni da quando, ragazzini, “avvistammo”, per la prima volta, le opere 18 e 18 bis del monte San Salvatore, durante una memorabile giornata trascorsa esplorando i bunker del Vallone di Castiglione.
Una lunga attesa, che però è stata ben ricompensata.
Giornata luminosa e senza vento particolare, con bel tempo fino a mezzogiorno e poi variabile. Stupiti dal non aver incontrato nessuno nell’intera escursione: era pur sempre una domenica di metà luglio in località turistica di montagna e il monte San Salvatore è forse la cima escursionistica più alta in zona… stupiti sì, ma dispiaciuti no; è stato ancora più bello!
Luoghi più ameni di questo non mancano di certo. Luoghi meno frequentati, però, sono difficili da trovare.
In compagnia di Ramorte, Muerte e Adriano, che mi hanno ben supportato quando ho sofferto l’esposizione di alcuni passaggi più delicati.