Sabbione (Punta del) o Hohsandhorn dalla Diga di Morasco

Sabbione (Punta del) o Hohsandhorn dalla Diga di Morasco
La gita
larix66
5 30/08/2018
Accesso stradale
Strada percorribile fino a Riale

Gita effettuata in giornata con partenza da Riale, forse sottovalutando un poco la lunghezza del percorso. Il meteo comunque ci ha aiutato e il ghiacciaio è in discrete condizioni per quanto riguarda la percorribilità, mentre altrettanto non si può dire in termini ecologici visto lo stato in cui si trova; il confronto con alcune foto di pochi anni fa mostra una notevole riduzione. Lasciamo l’auto al grosso parcheggio dei camper, oltre il quale la strada è chiusa; il poter salire in auto fino alla funivia ci avrebbe risparmiato almeno un’ora di cammino tra andata e ritorno. Saliamo per il nuovo sentiero, alto sulla gola del Sabbione, quindi seguiamo il corso del torrente verso la diga. Un sentierino sulla sinistra idrografica consente di evitare la percorrenza dei tratti più stretti e disagevoli, oltre che pericolosi in caso di piena. Raggiungiamo il marcato sentiero per il Rifugio Claudio e Bruno; ad un bivio segnalato da un precario cartello teniamo la sinistra costeggiando il Lago del Sabbione, senza salire al rifugio, fino ad accedere al ghiacciaio. Questo mostra ghiaccio vivo per tutta la sua lunghezza, tranne gli ultimi cinquanta metri verso il Passo del Mittelberg ancora coperti di neve. Nella parte bassa, quasi pianeggiante, pochi crepacci aperti, molti massi erratici anche di grosse dimensioni e numerosi rivoli d’acqua in superficie; salendo in conserva il tratto più ripido incontriamo presto due grossi crepacci aperti che evitiamo con qualche diagonale. Facciamo lo stesso più in alto dove notiamo diversi altri crepacci pieni di neve ancora sporca della sabbia portata dalle perturbazioni da Sud di questa primavera. Arrivati all’apice del tratto innevato, ormai ben distante dal Passo, ci liberiamo dell’attrezzatura e raggiungiamo per le rocce lasciate libere dal ritiro glaciale l’ampia cresta detritica che conduce in vetta, transitando anche presso una vistosa colata di massi calcarei con incrostazioni che potrebbero interessare gli appassionati di minerali. Bel panorama dalla cima, ostacolato solo verso l’Oberland dalle nuvole da cui improvvisamente spunta l’inconfondibile sagoma del Finsteraarhorn. In discesa, ricomposta la cordata, evitiamo ancora tutti i crepacci, anche quelli coperti di neve; per l’impossibilità di reperire le tracce della salita ci troviamo quindi a metà circa dell’ultimo crepaccio, aperto per circa un metro, che taglia trasversalmente buona parte del pendio. Decidiamo così di saltarlo, per proseguire la discesa senza ulteriori difficoltà fino al termine del ghiacciaio, dove la fusione aumentata nelle ore più calde ha formato un vero e proprio fiume che scorre verso il Lago del Sabbione. Anche il resto della lunga discesa si svolge più o meno sul percorso dell’andata.

Gita di grande soddisfazione in compagnia di Beppi, in ambiente straordinario e oggi insolitamente deserto.

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