Ruggia (Pizzo) da Arvogno per la Bocchetta di Ruggia

Ruggia (Pizzo) da Arvogno per la Bocchetta di Ruggia
La gita
andrea81
5 01/01/2016
Accesso stradale
ottimo

Prima gita del 2016, partenza non troppo mattiniera scegliendo una meta non eccessivamente lunga ma di soddisfazione. Giornata soleggiata e spettacolare con le nubi relegate alle basse quote, e molto calda. Parcheggiato al paesino di Arvogno quindi subito si scende per circa 1 km su asfalto… poi dopo il ponte sulla profonda gola inizia il sentiero che in breve porta al bel borgo di Verzasco. Oltre inizia una incredibile mulattiera lastricata con enormi pietre piatte, un’opera d’arte che consente una salita molto piacevole e regolare (un po’ diverso in discesa perchè non ottima per le ginocchia). Fuori dal bosco all’Alpe i Motti si apre un bellissimo anfiteatro, con il Pizzo Ruggia ormai ben visibile. Qui conviene passare a fianco dell’alpeggio e raggiungere la conca con altri edifici, oltre la quale si stacca una traccia di sentiero non segnalata ma visibile, che intercetta il sentiero sovrastante che porta alla Bocchetta Ruggia. Sentiero un po’ ondulato con qualche breve saliscendi; si arriva così alla Bocchetta Ruggia dove la palina indica la via per la cima, anche se poi non ci saranno segnavia ma solo tracce di sentiero abbastanza evidente. Il percorso non è difficile, si incontra subito una placconata rocciosa che si supera stando sul filo di cresta (breve passaggio un po’ più delicato, specie in discesa) poi la traccia si snoda a tratti sul filo del crestone erboso, a tratti sul versante sinistro per aggirare le asperità che si incontrano. Non ci sono difficoltà di nota anche se bisogna prestare un minimo di attenzione vista la ripidezza del tracciato e la presenza di tratti con erba scivolosa. Gli ultimi 40 m si percorrono nuovamente in cresta, che ora si allarga diventando un bel pendio erboso che porta alla cupola della cima. Gran panorama in ogni direzione, con la Pioda di Crana a catalizzare l’attenzione.
Discesa percorsa lungo lo stesso itinerario, presumo ci sia una traccia che scende più direttamente dalla cresta ovest, ma piuttosto ripida e attualmente infida vista l’erba secca.

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