In corrispondenza del bivio tra la strada della Val Fontana e quella di San Bernardo sono segnalati lavori in corso con un cartello di divieto (inspiegabile) per chiusura strada. In realtà la strada è aperta e si può parcheggiare tranquillamente all’Agriturismo Al Tiglio. Percorso molto vario, con una prima parte che si snoda nel fitto bosco fino alla Baita Massarescia, poi su sterrata al Rifugio Vetta di Ron; oltre si sale per pascoli con l’ultimo lungo tratto su cengia in ambiente prevalentemente roccioso (consigliato il casco, al suolo solo qualche piccolo nevaio aggirabile). Non ci sono dei veri tratti alpinistici, ma i 500 m di dislivello conclusivi si svolgono su terreno ripido ed instabile con qualche canalino franoso dove l’uso delle mani risulta utile se non indispensabile.
Montagna dalle forme attraenti e della quale ignoravo l’esistenza, la Vetta di Ron mi ha piacevolmente sorpreso per il grande panorama che si gode dalla sua cima (sembra di poter toccare il Bernina) e per la bellezza e varietà dell’ambiente che si attraversa. Ennesima giornata stupenda e mite, perfetta per effettuare l’ascensione (con troppa neve la sconsiglierei). Nel complesso mi ha ricordato molto la salita alla Torre di Lavina nel Parco del Gran Paradiso. Condivisa la sosta in vetta con due ragazzi del posto, che saluto, oggi in vetta cinque umani ed un cane, il mio Zeus.
Consigliatissima.