- Accesso stradale
- parcheggio a pagamento a Pian del Re 5 euro, strada ottima
Finalmente mi sono tolto anche questo sfizio, una delle ultime cime che non avevo ancora salito sul versante del Monviso lato Valle Po. Partito non presto da Pian del Re (tanto la salita è breve) con giornata stupenda e decisamente estiva. Seguito il sentiero alto che passa alla cascatella e punta direttamente al Lago Superiore senza fare il giro dal Fiorenza. Salita che rende ma mai faticosa, tralasciato il bivio per il rifugio Giacoletti un traverso e poi una china più ripida a serpentine, conduce all’inizio della parete della Punta Roma. Lasciati scendere alcuni escursionisti, risalito prima il canalino incassato con la corda (utile ma non indispensabile), poi la salita alterna tratti di sentiero a passaggi di arrampicata quasi sempre di II, roccia ottima e appigli in gran quantità. Sotto la cima di nuovo qualche roccetta con difficoltà di II, e finalmente in vetta (me l’aspettavo più striminzita invece è abbastanza spaziosa). Discesa nel tardo pomeriggio dopo aver beneficiato del sole caldo (qualche velatura a tratti) e del panorama magnifico. La discesa richiede qualche cautela in più, io ho spesso disarrampicato i tratti di roccette, ma ritengo più insidiosi alcuni passaggi su detriti lungo il sentiero. Il canale con la corda (utile in discesa) non presenta difficoltà particolari.
Impressioni per eventuali futuri salitori da uno (io) che patisce l’esposizione, per fare un po’ di chiarezza: la gita non è difficile, ma nemmeno banale. I 250 m si svolgono su una paretina, il percorso è abbastanza aereo ma mai esposto (forse solo in un passaggio per scavalcare una roccia poco dopo il canale con la corda, ma è un metro lineare. I tratti dove si superano i passaggi di II sono dei muretti o camini massimo 5 m, mai esposti. In salita non c’è alcun problema, mentre secondo me è la discesa che richiede un po’ più di cautela, non tanto per i passaggi rocciosi (ritengo meglio disarrampicare), quanto per il pietrisco e il terriccio a volte scivoloso sul sentiero, sempre piuttosto largo e come detto mai esageratamente nel vuoto. Occorre comunque attenzione e piede fermo. Per neofiti o bambini eventualmente una corda per fare sicura non è male, altrimenti su terreno asciutto è sufficiente (oltre che consigliabile) il casco – anche se pietre cadenti non ne ho viste/mosse se non qualcuna nel canale iniziale. Per fare un paragone è molto simile alla salita del Monte Granero dal Passo Luisas per terreno e difficoltà (direi F+).
Menzione d’onore a due ragazzi di Bolzano, che dopo aver salito il Monviso al mattino, hanno deciso di arrotondare il bottino raggiungendo anche la Punta Roma!!!