Con l’ottimo Gianni, che l’ha proposta e….che si è fatto i tiri più duri! Personalmente ho trovato la via MOLTO impegnativa e stancante, non dà quasi mai tregua. Il grip della roccia è eccezionale, ma i piedi alla fine non ne possono proprio più!
Alcuni consigli, per non perdere tempo inutilmente:
– Avvicinamento: dopo Alboni, alla prima baita attenzione a NON prendere il sentiero di destra per il Bec di Mea, della Gta,etc. ma ANDARE DRITTO e passare a sx della baita. Il cartello per il Roci Ruta lo si trova infatti dopo pochi metri a sx, ma non si vede dal bivio!
– Per raggiungere il 2° tiro, sulla cengia, raggiunta la parete di fronte, scendere leggermente verso destra, di alcuni metri, fino a trovare lo spit rosso.
– il 2° tiro è poco protetto e un paio di friends sono utili! Al termine del diedro, la sosta è decisamente verso dx, al fondo di una cengia erbosa. Se invece si prosegue dritti, si uniscono due tiri: attenzione perchè poco dopo c’è il diedrino strapiombante del 3°tiro!
– al termine del 4° tiro, per raggiungere il 5°, occorre andare verso dx sulla cengia erbosa e scendere di alcuni metri, passando dietro ad uno spigolo.
– c’è un solo spit sul 5° tiro.
– sul 6° tiro (fessura verticale), nella parte alta vi sono ancora i vecchi spit verdi. ALCUNI SI MUOVONO!
– la sosta in cima è un po’ vecchiotta.