Rochers Charniers (Pointe des) da Pra Claud

Rochers Charniers (Pointe des) da Pra Claud
La gita
gondolin
5 28/03/2021
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Farinosa compatta
Neve (parte inferiore gita)
Primaverile/trasformata
Quota neve m
1800
Equipaggiamento
Scialpinistica

La neve comincia intorno a quota 1.850 m, ma gli sci si calzano con un minimo di continuità a quota 1.940 m., all’imbocco del valloncello di salita verso la Chalance Ronde. Si effettua il traverso per un breve tratto a piedi, camminando un pò sulla frana: nulla di problematico o difficoltoso. Dopo il traverso si prosegue ancora con qualche “gava e buta”, poi neve continua dal “tavolinetto pic-nic” a quota 2.050 m. all’imbocco del valloncello che porta al Pian dei Morti. In questo valloncello abbiamo trovato molto caldo ed uno strato di neve recente, fredda e secca, che formava uno zoccolo mostruoso sulle pelli, che ci ha costretto ad un pit-stop per pulitura pelli e passaggio di sciolina sulle stesse; questo ci ha consentito di proseguire la salita con problemi tutto sommato gestibili di zoccolo. Anche dopo il Pian dei Morti nessun problema in salita, neve bella già in trasformazione che non ha richiesto l’uso dei coltelli neanche sugli ultimi ripidi pendii finali. Oggi la meta non erano gli usuali Rochers Charniers, bensì “La Punta” quota 3.048, situata leggermente più a nord verso la Chalance Ronde.
In cima aria decisamente “frizzante”, perciò sgranocchiamo qualcosa, cambiamo assetto e ci lanciamo in discesa sul versante nord-est che scende nel vallone della Chalance Ronde. Primo tratto di discesa su pendii sostenuti intorno ai 35 gradi di pendenza, su neve farinosa compatta con fondo duro e regolare sottostante: una sciata davvero fantastica. Poi i pendii si addolciscono e cominciano gradatamente a virare di esposizione verso est: qui troviamo neve ancora in corso di trasformazione, comunque molto sciabile e divertente. Poi neve trasformata sempre più umida mano a mano che si scende, comunque sempre bella da sciare, non ci si può proprio lamentare. Infine ultimo tratto di discesa su neve primaverile bagnata, che comincia a scarseggiare, in ogni caso ancora una sciata divertente fino a quota 2.000 circa, poi la neve purtroppo finisce, ci carichiamo gli sci in spalla e con un “deportage ripido” nella forra di circa 50 m di dislivello riguadagniamo la strada militare e da qui ritorniamo agevolmente all’autovettura.

Anche oggi gita in compagnia del Confratello Andrea l’Occitano, che ha proposto la gita e concepito la discesa in boucle: abbiamo colto una sciata magnifica, al di là delle mie più rosee aspettative.

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