Partiti dal parcheggio alle 5,30. Imboccato dalla Riposa il sentiero, abbiamo camminato per circa 30’ con la pila. Il panorama prometteva già bene, con la luna da sfondo e il cielo che cominciava ad albeggiare. Siamo stati superati da giovincelli che procedevano rapidamente, beata gioventù. Il sentiero è veramente in ottime condizioni: complimenti al gestore del Cà d’Asti, che ci ha superato un po’ prima del rifugio e che mentre saliva cercava di togliere pietre dal sentiero. Arrivati al Rifugio verso le 7,30, il tempo di una bevuta, uno spuntino e foto, e ripartiti incrociando già persone che scendevano dalla punta. Visto lungo i pendii un branco di stambecchi, decisamente in carne, che brucavano indisturbati. Arrivati alla Croce di ferro altra tappa per riprendere fiato e fotografare la cima ormai a portata di gambe. Il sentiero, a vista, fa un po’ effetto ma incominciando a salire è andato tutto per il meglio. Il panorama stupendo aiuta a non pensare alla fatica e anche l’ultimo tratto, attrezzato con nuove funi, mi è piaciuto non poco. Il mondo è davvero piccolo….sono stata sorpassata da Nino, un amico che come me abita ad Almese e che non ci vediamo quasi mai. Arrivati in punta alle 9,45 e sorpresa……un bel bicchiere di thè, forse una pozione magica, che il gestore del rifugio, salito prima, aveva preparato per tutti. Beh, un gesto veramente fuori dal tempo. Foto di rito ai piedi della Madonna e foto e video a 360° gradi. Ho riconosciuto il Gran Paradiso, salito 31 anni fa, e il Gruppo del Rosa e verso la val di Susa una sfilza di cime dal Monviso alla Barre des Ecrins e oltre. Dopo una preghiera nella cappella, firma sul quaderno e acquisto di medaglia e porta chiavi ricordo, indossato il mio, ormai collaudato, tutore siamo partiti per affrontare la discesa alle 11. Tappa al Rifugio per pranzo al sacco, puntuali a mezzogiorno. Siamo ripartiti alle 12,45 e lungo il sentiero diverse comitive salivano ancora, con bambini e cani al seguito. E’ bello vedere famiglie che sanno ancora trasmettere amore per la montagna ai propri figli. La discesa sembrava non finire mai ma alla fine siamo arrivati alla macchina alle 14, stanchi ma veramente soddisfatti. Con Mauro, ovviamente.
Sono ritornata sul Rocciamelone esattamente dopo 20 anni ma la soddisfazione è stata più grande adesso perché non avrei mai pensato, fino a pochi mesi fa, di riuscire a fare tutto questo percorso, che per MOLTI può sembrare BANALE, dopo le varie vicissitudini della vita. Grazie Stefano per l’incoraggiamento e complimenti al simpaticissimo gestore per il suo thè magico. Andrea, avevi ragione, la montagna è per sempre!!!!!
P.S. Se ho sbagliato qualche didascalia sotto le foto ditemelo direttamente, senza intermediari ……non mordo!!!