- Accesso stradale
- Ok
Piuttosto secca ma comunque proteggibile dove serve.
A onor del vero, se si portati a scalare senza troppo pensare alla lontananza dal chiodo…
Non si entra nei tiri sotto la direttrice di salita, a causa della terminale.
Invece, si passa molto facilmente vicino all’attacco di Perlaice, che è molto formata e si compie una lunga traversata sul pendio, verso destra: effettivamente è un po’ una ragliata.
Mai come salire a piedi da Cervinia, certo: era tanto tempo che non mi rompevo le balle in questo modo…
Della salita, 8 viti mi sono bastate, pur montando diverse soste su ghiaccio: come detto, sul terzo e sul quarto tiro si deve chiodare lungo.
Noi avevamo sei rinvii e camme fino al due, che sono servite.
Se mi ero già rotto i coglioni a salire , il top lo si è raggiunto al rientro.
Ritardi vari, nebbia spessa, una specie di nevischio, io e Marco ci siamo persi giù per le pistacce di Cervinia , sotto il Teodulo; siamo arrivati a quel paese del cazzo alle 1130…
Ma si può praticare una disciplina più meschina?
Bellissimo il cielo, livido di una velatura spettrale, enigmatica.
Bella giornata con Marco e Pietro Sfighello e Luca.
Salita dedicata alla Tere e a Bagnazza!