Rizzoni (Catena dei) quota 2647 Alta via Bruno Federspiel

Rizzoni (Catena dei) quota 2647 Alta via Bruno Federspiel

Dettagli
Dislivello (m)
1500
Quota partenza (m)
1600
Quota vetta/quota (m)
2647
Esposizione
Nord
Grado
EEA

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Vallaccia, rifugio Passo Le Selle, Rifugio Taramelli

Note
Nonostante alcune pubblicazioni la inseriscano tra le vie ferrate, l'Alta Via Bruno Federspiel va inserita di diritto tra quei percorsi escursionistici che rasentano l'alpinismo. Premesse indispensabili per affrontarla sono assenza di vertigini, buona condizione fisica e meteo favorevole. Raccomandato l'utilizzo del set da ferrata, rimarcando però che le maggiori difficoltà del percorso non sono costituite dai tratti attrezzati. Consigliato il senso di percorrenza forcella Costella-Passo Selle, in modo da affrontare il tratto più scabroso in salita.

Descrizione

Da pozza di fassa si prende la strada per la Valle di San Nicolò fino alla malga Crocefisso, dove si devia sulla strada della Valle dei Monzoni fino al divieto di transito (parcheggio quota 1600 m.).
Si prosegue a piedi sulla stradina che diventa sentiero verso i 1850 metri. Ad un bivio si prosegue a destra, si supera il rifugio Vallaccia e si raggiunge con risalita faticosa su terreno instabile la forcella Costella. Inizia a questo punto a sinistra l’Alta Via federspiel che segue il filo di cresta su sentiero stretto, friabile e spesso esposto.
Giunti ad una forcelletta erbosa, una parete rocciosa costringe a scendere un canale erboso ripido; si prosegue a mezzacosta su terreno un po’ più agevole per poi risalire in cresta poco sotto la cima dello Spiz Malinvern.
Questo è il tratto chiave: il sentiero si mantiene molto esposto ad evitare alcune emergenze rocciose e successivamente sale un pendio erboso praticamente verticale (2 anelli per calata); in ultimo dei provvidenziali cavi portano sulla cima (2636 m). Da qui ci si cala su prati fino alla forcella Ricoletta dove si inizia la risalita su terreno ripido e un po’ infido verso l’omonima cima. Si toccano altre elevazioni (quota max 2647 m) fino ad un’altra discesa ad una forcella dove si aggirano impressionanti pareti rocciose a sinistra (nord), con l’aiuto di numerosi tratti attrezzati praticamente orizzontali, a parte un saltino verticale di 3 metri che costituisce l’unico punto ferrato un po’ impegnativo.
Da rimarcare la presenza di numerosi ponticelli di legno, sempre accompagnati dal cavo. Parecchi punti esposti rimangono comunque privi di assicurazione e necessitano di piede fermo. Si giunge infine al punto in cui il crinale diventa erboso e più facilmente percorribile. Poco prima del Passo le Selle un cartello indica il proseguimento del sentiero mediante un nuovo tratto ferrato (percorribile in 5′) che passa da alcune postazioni della Prima Guerra Mondiale; è comunque possibile seguire il vecchio sentiero che ben presto si ricongiunge all’altro. Sempre circondati da vestigia della Grande Guerra, si passano Punta Allochet e Punta le selle per raggiungere finalmente l’omonimo Passo con il nuovo rifugio.
Si scende a sinistra su sentiero segnato superando il pittoresco lago le selle e il rifugio Taramelli per raggiungere infine la strada che ci riporta all’auto (tempo complessivo circa 9-10 ore).

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giuliano
06/08/2009
11 anni fa
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