- Accesso stradale
- ok (la curva a gomito di cui parla la descrizione è il primo tornante vero e proprio della stradina, nel nostro caso meno male che non abbiamo parcheggiato lì)
- Sosta
- In località Volpini, al bivio con la sterrata di accesso
- Scappatoie
- Probabilmente numerose in riva sinistra
- Navetta
- No
Deflusso ideale per imparare, acqua non fredda, perfetto per portare la socia al suo primo canyon. La penultima calata fatta inizialmente per sbaglio dalla sosta per il mancorrente, ho corretto la cosa (che probabilmente comporterebbe l’incastro della corda nel recupero) spostandomi alla sosta corretta.
Attrezzatura ok, solo (se si ripete il canyon fra qualche tempo) è consigliabile portarsi un paio di cordoni per sostituire quelli in posto, al momento buoni.
Segnalo che nelle relazioni c’è un incongruenza per il ritorno: si parla di sponda destra nella prima relazione e di sponda sx nella descrizione dell’itinerario. Quel che è certo è che noi, uscendo all’altezza del tubo nero in riva sx, abbiamo risalito un’infida scarpata di una quarantina di metri raggiungendo un grosso sentiero abbandonato che, seguito verso destra (faccia a monte) ha portato a un troppo rigoglioso roveto. a questo punto è scattato il “meglio ravanare che vagare” che ci ha portati a seguire verso sx il sentiero, poi a risalire un ripidissimo costone tagliato ogni tanto da sentieri abbandonati e invasi dalla vegetazione, poi un castagneto con tracce, e infine un sentiero sepolto sotto le felci che ci ha fatto riguadagnare la sterrata d’accesso al canyon (almeno questo, come previsto).
Se la socia tornerà in un canyon, vorrà dire che il rapporto bellezza / ravanamento del canyon tutto sommato non era male…