Nonostante le incertezze dovute al maltempo e all’enorme quantita’ di neve fresca, abbiamo centrato l’obbiettivo ugualmente.
Ottimi e e validi i compagni Giovanni e Guido P. e in azione come sul piano umano.
Pianchetti tutto sepolto da tanta e soffice neve a rendere il paesaggio a dir poco fiabesco.
Faticato non poco in tutta quella manna bianca arrivare all’attacco.
La cascata no appariva tanto invitante tagliata com’era al centro, dal copioso getto d’acqua a sgorgare incessantemente.
Solo sul suo lato sx si intravvedeva una possibilita’ di salita, ed e’ di li che ci siamo innalzati. Salito questo primo balzo ci troviamo a dover fare i conti con il cosidetto passaggio chiave.
Una stalattite verticale sottilissima, di un 4-5mt di altezza, superata con l’ausilio di un chiodo e col fiato sospeso. Ogni colpo vibrato, pareva l’annuncio del crollo dell’intera candela.
Meno male che cio’ non e’ accaduto alla fine.
Scopro spazzolando via la neve una bella fessura nella roccia, dove ci pianto due bei chiodi per tirare su cosi i compagni un minimo in sicurezza.
Seguono altri bei muri brevi, con uscite delicate che ci porteranno al sommo dei vari salti di cui abbiam perso il conto tanti che erano. Discesa effettuata immaginando come di essere seduti su un bob a slittare giu’ nella tanta e copiosa neve caduta abbondante in questi ultimi giorni.