- Accesso stradale
- Abbiamo parcheggiato nello spiazzo poco dopo il secondo tornante e l' accesso al letto del rio matto
La via è carina ma l’ avvicinamento è davvero brutto. Siamo riusciti a trovare l’ attacco (c’è una specie di freccia scavata nella roccia con cerchi, carico la foto) abbastanza facilmente seguendo il letto del rio matto fino ai pendii erbosi e poi sulla destra abbiamo trovato qualche traccia di un vecchio sentiero che ad oggi è completamente abbandonato. Erba alta, rovi e vipera.
Il pendio è molto ripido e non essendoci praticamente sentiero diventa pericoloso perché si rischia di scivolare sull’erba alta e mettere le mani in terra non è il massimo vista la presenza di vipere.
Detto questo la via è carina, la roccia molto bella. Il tiro chiave l’ ho trovato difficile e non l’ avrei fatto da prima.
Siamo scesi con le calate perché non abbiamo trovato il sentiero e io avevo una caviglia slogata.
3 calate da L6 a L4 e, da L4 a L2 e poi L2 a terra (corde da 60m)
Al ritorno abbiamo cercato di seguire il sentiero che serve anche la placca dei camosci, dal muretto a secco di cui parla la descrizione. Anche qui il sentiero era invaso dalla vegetazione ed è difficile capire dove passare. Peccato perché sarei tornata volentieri ma in queste condizioni passa la voglia
Grazie a Davide che se la cava sempre in tutte le situazioni, grazie a diverse calate anche sul “sentiero” scosceso sono arrivata alla macchina anche con la distorsione alla caviglia