Rho (Colle della) da Bardonecchia, giro per il Col de la Replanette e Colle di Valle Stretta

Rho (Colle della) da Bardonecchia, giro per il Col de la Replanette e Colle di Valle Stretta
La gita
andrearoll
3 03/09/2016
Equipaggiamento
Front-suspended

come al solito mi limito a aggiugnere alcuni punti per integrare le recensioni già fatte da altri:

– giro che mi sentirei di sconsigliare alle front. Fino allo scollinamento del Rho nessun problema dopo mi sembra un tantino impegnativa per front XC e compagia. E soprattutto sconsigliato a chi non abbia una più che ottima preparazione atletica

– il fondo secondo me non è assolutamente classificabile come BC BC+ come da recensione, appena si superano i 2000 metri i sentieri diventano delle pietraie con fondo in sabbia arida che non favorisce l’aderenza ne mantiene le rocce che sono sparpagliate mobili e affioranti per 10-15-20cm. Senza parlare degli scollinamenti che vengono fatti tutti a spinta lungo rampe di 30 gradi anch’esse fortemente sconnesse e ricche di pietre/gradoni. Per esempio nella recensione si parla di una salita di 20 minuti a spinta per salire al col de raplanette. Io ce ne ho messi 45, sotto il sole ed è stata una gran faticaccia. Mentre la approcciavo ho visto due escursionisti scendere a piedi e si vedeva che anche per loro il tratto presentava difficoltà per la pendenza.
Complimenti a chi ha scritto la recensione, sarà fisicato e atletico, ma credo che dovrebbe cercare di fornire informazioni utili agli escursionisti che non conoscono il tracciato più che utili a far vedere quanto è bravo lui: nel complesso in realtà la descrizione è fedele al percorso ma a mio avviso tende troppo a minimizzarne le difficoltà. Certo magari dal suo punto di vista son sega io e non dovevo manco provare a farla, scegliete voi quale sia l’opinione che vi è più congeniale in base alle vostre capacità.

– la valle del Rho e pian dei morti li ho trovati assolutamente inospitali. Aridi, brulli, ostili, di tanti over-2000 che ho attraversato è stato francamente uno dei posti che meno mi ha saputo coinvolgere. Sarà il periodo dell’anno dato che a settembre i nevai ormai si son sciolti, sarà che non piove da un po’ ma i letti dei torrenti erano tutti completamente in secca, la terra dei sentieri arida e sabbiosa, quelli indicati come laghetti si presentavano come pozzanghere fangose, mosche ovunque.

– La salita della valle del Rho comincia inizialmente dolce finchè è in asfalto per poi presentare una pendenza pressochè costante a occhio e croce del 15% per qualche chilometro lungo tutto il bosco per poi diventare più pedalabile quando si raggiunge la militare, ampia e scorrevole, che continua a salire ma in maniera decisamente più blanda.

– Per contro la valle stretta è un piccolo angolo di paradiso. Tutto molto curato, con gusto quasi svizzero, la strada scivola via nel mezzo di una bellissima pineta accompagnati dal gorgoglio del fiume, ci sono molte aree di campeggio, certo per chi è in cerca di difficoltà e sfide non ne troverà nessuna ( il fondo è prima battuto e poi addirittura asfaltato dall’area dei rifugi fino a bardonecchia ) ma sembra un bellissimo posto se si è in cerca di puro e semplice relax.

– segnalo per chi pensasse di farci tappa che il refuge du mont Thabor, che dalle cartine parrebbe essere praticamente sulla strada, e che appena si mostra alla vista appare, erroneamente, come facilmente raggiungibile è invece abbarbicato su una pietraia molto difficile da affrontare bici al seguito. Quando si devia per il rifugio si affronta un primo sentiero battuto e pianeggiante che fa ben sperare nel rapido raggiungimento, che diventa poi una pietraia che scende verso il letto di un torrente dalla cui altra parte vi è un muro con un altra pietraia dal sentiero mal tracciato lungo il quale è molto difficoltoso portare la bici. Io sono salito lasciandola a valle per chiedere informazioni. a quel punto avevo maturato l’intenzione di pernottare. Non avevo comunque prenotato ( non era la mia iniziale intenzione ) e una volta arrivato mi hanno detto che erano al completo ( al 3 di settembre con 40 posti a dormire?!? mah ). comunque parlano italiano.

– segnalo attenzione in un altro punto a mio avviso critico che m’ha fatto dannare non poco. La discesa a val stretta dal colle del Replanette. Questa discesa è anch’essa molto scoscesa, molto dissestata e come se non bastasse attraversata da un rigagnolo che bagna le rocce e le rende scivolose. Non esiste neanche un vero e proprio sentiero, a dire la verità, si va un po’ a occhio su dove passare. In realtà non richiede tantissimo tempo ad affrontarla ma richiede assolutamente molta attenzione, se si scivola si fa un bel volo.

– ci sono segnalazioni del comune ben evidenti che impongono il divieto di transito in galleria per una frana. Effettivamente è crollato un pezzo di soffitto. La frana però non ostruisce il percorso ed è nella pratica transitabile, eventualmente si può passare su un camminatoio realizzato all’esterno della galleria, metterò delle foto che mostrano la situazione.

– al 3 settembre, di sabato, in una giornata di pieno sole ho incontrato fino all’arrivo in val stretta, lungo tutto il percorso pochissima gente. Un solo ciclista che parlava solo francese e un totale di 5 escursionisti, 2 tedeschi, 2 francesi e un italiana. Forse in alta stagione la situazione migliora ma oggi ho percepito una certa solitudine. In compenso ci sono molte marmotte e molte mucche al pascolo che come al solito si fanno i fatti loro. ho anche distintamente sentito provenire dall’altra parete di pian dei morti dei latrati. Dicono che la zona sia frequentata da lupi, tuttavia dicono anche siano molto schivi nei confronti dell’uomo.

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